Disco rosso al disegno di legge Cogo. «Ma le funzioni saranno centralizzate» TRENTO Il gruppo consiliare del Pd torna alla carica, il governatore Pacher lo stoppa: «L'ente unico museale è una riforma strutturale, non si fa a fine legislatura». Eppure il disegno di legge, come ricorda la proponente, Margherita Cogo, ha «la priorità e dovrebbe andare in Aula entro luglio». La riforma Presentata all'interno dell'ultima legge finanziaria (come eventualità) da Franco Panizza, l'idea di creare un unico ente museale per unificare la governance di Museo tridentino di scienza naturali, Mart, Castello del Buonconsiglio e Museo degli usi e costumi della gente trentina era stata fermata dal presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, adducendo motivi regolamentari: «È una riforma organica di un intero settore e dev'essere trattata in un provvedimento a parte». Panizza aveva previsto l'articolo per non essere scavalcato dal disegno di legge Cogo sottoscritto a sua insaputa alcuni mesi prima dal gruppo del Pd e dagli autonomisti Mauro Ottobre e Caterina Dominici (il primo oggi è deputato, la seconda ancora consigliera provinciale). Dopo il no di Dorigatti, l'ex assessore se l'era cavata rinnovando l'obiettivo di una gestione in comune tra i musei di alcuni servizi amministrativi, di promozione, di biglietteria, per conseguire risparmi senza andare a toccare i delicati tasti della governance attuale, frutto di equilibri territoriali e partitici. Intanto i sindacati avevano alzato il tiro temendo che la razionalizzazione potesse incidere sull'occupazione dei circa duecento lavoratori del settore. Cogo, che firmò la riforma della cultura del 2007 da assessore provinciale del settore, non si è data per vinta e ha ripresentato il tutto sotto forma di un disegno di legge ad hoc, come richiesto da Dorigatti. Il disegno di legge è stato presentato in commissione e tra tre settimane sarà oggetto di audizioni. «Un coordinamento efficace e una condivisione di alcuni servizi per la gestione dei quattro musei non sono mai diventati realtà», spiega Cogo. «Un recente studio della Deloitte consulting aggiunge ha confermato che le debolezze del sistema museale risiedono proprio nell'incapacità di fare rete, di condividere alcuni servizi, sia interni che esterni, nell'eccessiva frammentazione e personalizzazione dell'offerta museale. In sostanza, nella mancata applicazione da quanto previsto dalla riforma provinciale del 2007». Le novità Il disegno di legge prevede che la giunta, attraverso un regolamento, nomini «un unico consiglio di amministrazione di cinque membri, compreso il presidente, nominato dalla giunta provinciale; un collegio dei revisori dei conti; un comitato scientifico che svolge anche compiti di supporto e consulenza tecnica e scientifica». In ogni museo, inoltre, viene prevista la presenza di un direttore con poteri di amministrazione «a esclusione di quanto espressamente attribuito al consiglio di amministrazione e al suo presidente». Cogo stessa, dopo la prima ondata di polemiche, ha già pronti alcuni correttivi: «Ho presentato un emendamento con cui si stabilisce che i Comuni di Trento e Rovereto devono essere rappresentati nel cda. Non vogliamo entrare in conflitto con gli assessori del Pd di Trento e Rovereto. Inoltre ogni museo avrà il suo comitato scientifico». La giunta Pacher, che ha assorbito le competenze di Panizza dopo le dimissioni dell'assessore, prende le distanze senza scomporsi. «Noi puntiamo entro la fine della legislatura a unificare i servizi, stringendo sull'applicazione di quanto è previsto nella legge del 2007. Un processo che si può svolgere senza ulteriori interventi legislativi. Del resto non so nemmeno se questo disegno di legge sarà esaminato e approvato entro la legislatura. È un disegno di legge d'impostazione strutturale, riguarda la governance: un aspetto che di solito si lascia trattare all'esecutivo a inizio legislatura, non a pochi mesi dalle elezioni». Il governatore punta entro pochi mesi a centralizzare «promozione, acquisti, appalti» tra i musei, «esattamente allo stesso modo con cui stiamo operando all'interno delle strutture della Provincia, per razionalizzare recuperando risorse». C'è poi un altro aspetto, più di sostanza, che Pacher sottolinea: «Vogliamo inoltre garantire l'autonomia scientifica dei quattro musei». Un modo indiretto per dire no alla creazione di un unico comitato scientifico applicato a strutture molto diverse tra loro, dalle scienze naturali all'arte moderna. Pacher spende parole definitive anche sui dubbi dei sindacati: «Escludo il pericolo di licenziamenti. Centralizzeremo alcune funzioni, ma nessuno perderà il posto di lavoro».
Trentino. Musei, Pacher blocca l'ente unico
Il disegno di legge Cogo, che prevede la creazione di un unico ente museale, è stato presentato in commissione e sarà oggetto di audizioni entro tre settimane. Il disegno di legge prevede la nomina di un unico consiglio di amministrazione, un collegio dei revisori dei conti e un comitato scientifico. I musei di Trento e Rovereto saranno rappresentati nel consiglio di amministrazione. Cogo ha presentato un emendamento per stabilire la presenza di un comitato scientifico in ogni museo. La giunta Pacher ha preso le distanze dal disegno di legge, puntando a unificare i servizi e a centralizzare la promozione, gli acquisti e gli appalti tra i musei.
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