HANNO scelto un giorno feriale. Per coinvolgere davvero i cittadini, nella loro quotidianità. Perché i tesori d' arte, seppure il grande pubblico li visita la domenica, sono parte ogni giorno della cultura, del paesaggio, dell' ambiente, dell' economia. Cinquecento ragazzi di dieci scuole superiori napoletane saranno sin da stamattina in dieci piazze cittadine, dal centro antico al Vomero, da Chiaia a piazza Dante, animando i luoghi con improvvisazioni teatrali, coinvolgendo i passanti, sul tema della salvaguardia del patrimonio culturale. Un evento distribuito sul territorio e collegato alla mostra "Restituzioni 2013". Tesori d' arte restaurati", ospitata fino al 9 luglio a Capodimonte e a Palazzo Zevallos Stigliano, gallerie dove sono raccontati i 45 nuclei di opere d' arte, per un totale di oltre 250 manufatti, restaurati nello scorso biennio da Intesa Sanpaolo. Una mostra, ma anche un progetto didattico. Pensato per gli studenti, ma rivolto a tutta la città. Promosso dall' associazione Amici di Capodimonte, ideato e organizzato dall' associazione Progetto Museo (col sostegno di Intesa Sanpaolo) per far riflettere sul tema della restituzione di un bene culturale alla collettività. «Abbiamo voluto - spiega Francesca Amirante, responsabile di Progetto Museo - una riflessione sulla parola "restituzione"; restituzione non come rimborso, non come risarcimento, ma restituzione nel senso caldoe propositivo di un punto da cui ripartire. Un termine non recriminatorio, ma pieno di speranze. Un tema che, vista la mostra, parte da una restituzione concreta, dal ridare a un oggetto la sua forma, la sua identità restituendolo a una collettività che però deve essere in grado di cogliere il valore di questa azione. Per questo, come in tutti i campi, è necessario generare il dibattito, formare coscienze». E così le sitcom realizzate dagli studenti richiameranno l' attenzione dei passanti su temi come «la progressiva negazione del patrimonio culturale pubblico; la restituzione come rilancio del concetto di un' identità, di una dignità; le restituzioni parziali: beni restaurati ma non restituiti; il valore del restauro». È il responsabile dell' Unità beni archeologici e storico-artistici di Intesa Sanpaolo, Andrea Massari, ad aggiungere che «sensibilizzare le nuove generazioni è fondamentale per dare speranza a città che, come Napoli, custodiscono straordinari tesori. Con il progetto Restituzioni, da oltre 20 anni, la banca contribuisce al restauro di opere d' arte; la scelta di venire a Napoli per noi ha significato un atto di attenzione e impegno che ha trovato una grande risposta da parte di tante associazioni e istituzioni». I manufatti, ma anche le strutture cui vengono restituiti, come il Museo Diocesano, il Museo del Tesoro di San Gennaro e la Cappella del Tesoro, la chiesa dei Santi Apostoli.