ABU Mazen nel giardino di Giulia Felice. Il complesso della villa patrizia che occupa due insulae degli Scavi è stato aperto eccezionalmente per consentire al leader palestinese una visita lontano dalla folla di turisti. Dopo la cittadinanza napoletana, anche quella pompeiana al capo dell'Anp e l'offerta del sindaco D'Alessio di ospitare negoziati di pace «a casa di Maria, che fece nascere Gesù a Betlemme». UN INEDITO per Abu Mazen: a Pompei per ricevere la cittadinanza dopo quella conferitagli a Napoli, il leader palestinese ha potuto visitare una parte della Pompei ancora nascosta, i Praedia di Giulia Felice che la soprintendenza conta di riaprire tra un paio d'anni al pubblico. Per il presidente dell'Autorità palestinese un percorso riservato in un'area blindata con un imponente servizio d'ordine schierato. L'ingresso da Porta Anfiteatro, la visita all'Anfiteatro e poi al complesso termale e un grande giardino restaurato e studiato - come tutti gli altri - dalla biologa Anna Maria Ciarallo, recentemente scomparsa. La delegazione è stata accolta dalla direttrice degli Scavi Grete Stefani, dal sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, e dall'assessore alla Cultura, Antonio Ebreo. «Avevo visto solo fotografie finora di questa meravigliosa area archeologica, la visita è stata breve e ho intenzione di tornare a Pompei». Poco prima, nel ricevere le chiavi della città dal sindaco, Abu Mazen ha detto: «Abbiamo preso la strada del negoziato,e solo di quello, per arrivare alla pace con Israele». E ha sottolineato ancora una volta che quest'onorificenza intensificherà l'interscambio economico e culturale «tra Italia e Stato palestinese». «Oggi - ha dichiarato D'Alessio - riusciamo a coniugare la città della pace universale con un uomo di pace riconosciuto in tutto il mondo. Lei, presidente, ha dimostrato che ci sono ragioni per sperare. Non ha mai pronunciato parole di delegittimazione nei confronti dello Stato di Israele, ma ha lanciato continui tentativi per raggiungere la pace, anche mentre sotto le bombe morivano i bambini, delitto per l'umanità intera». Il sindaco si è offerto poi di ospitare i negoziati: «La città di Pompei, come simbolo di pace e fratellanza tra tutti i popoli, si offre come sede di incontri e negoziazioni tra il popolo palestinesee quello israeliano». All'ospite ha raccontato che Pompeiè il sito del santuario «dedicato a Maria, madre di Gesù di Nazareth, nato a Betlemme. Una chiesa che conta 6 milioni di visitatori all'anno». A colazione in un locale tipico è stato dedicato ad Abu Mazen un piatto di nuova creazione a base di pasta in trafila di bronzo con pesce bandiera e tocchetti di scorfano, frutti di mare, pomodorini e pinoli, che ha chiamato "Un tuffo a mare dal trampolino dal Vesuvio". Il presidente palestinese era accompagnato dall'ambasciatore Sabri Atieh e da alcuni familiari. Nella delegazione anche Chaouki Khalid, deputato del Pd eletto in Campania.