Il carattere di un popolo è «la sua storia, tutta la sua storia, nient'altro che la sua storia». Benedetto Croce evidenziava così quanto l'identità nazionale e culturale sia inevitabilmente il prodotto di un continuo mutamento. Ma qual è, allora, l'identità italiana? La nostra storia infatti, dallo scontro cattolico-risorgimentale alla "morte della patria" datata da Ernesto Galli della Loggia con l'8 settembre 1943, porta i segni di una costante fragilità identitaria. Una questione su cui riflettere soprattutto oggi. Il rischio «che i processi di mondializzazione dell'economia» portino «alla vittoria delle omologazioni sulle specificità», come ha scritto Gennaro Malgieri su L'Indipendente, non si è ancora concretizzato, ma «non è detto che questa sinistra prospettiva sia definitivamente tramontata». Come nota Malgieri, la situazione è difatti ambivalente: se «il tentativo di rendere l'umanità uniforme caratterizza la nostra epoca, adesso vengono date delle incoraggianti risposte nel senso della difesa delle differenze». Tra queste risposte rientra, e assume un carattere di grandeinteresse, l'iniziativa voluta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e in particolare dal suo vicepresidente, Roberto de Mattei: un milione e mezzo di euro, dei quali un milione per under 35, volto a finanziare 139 progetti di ricerca su "L'identità culturale come fattore di integrazione". L'iniziativa costituisce un primo stanziamento di risorse (che nel 2005 verrà ripetuto con un importo raddoppiato rispetto al 2004) e si inserisce nella prospettiva della costituzione, da parte dell'ente, di uno specifico Dipartimento delle Identità Culturali. Un concorso accolto con grande successo: quasi duemila le domande di partecipazione e circa 900 quelle dei giovani. Il Cnr, solitamente identificato con le scienze naturali, con questa iniziativa riafferma la sua funzione tesa alla ricomposizione del sapere, che, per essere tale, non può prescindere dalle scienze umane. E, inoltre, affronta un tema di rilevante attualità. «Da un lato, infatti», spiega de Mattei «il processo di globalizzazione rischia di mortificare la varietà culturale, di tradizioni e linguistica, con l'affermazione dell'inglese quale idioma universale, che costituisce un'imperdibile ricchezza. Dall'altro le tensioni prodotte dalla società multietnica in cui viviamo, se lasciate allo scontro ideologico, rischiano di produrre effetti devastanti». Identità e globalizzazione La questione identitaria italiana, che da tempo si pone come necessità di individuare una storia, un passato, una memoria condivisi, deve oggi fare i conti con nuove difficoltà relative alla progettazione di un futuro comune. In primo luogo rimane percepibile il divario fra Nord e Sud: occupazionale, economico e anche identitario. Più in generale, gli italiani continuano giustamente a riconoscersi nella loro appartenenza localistica, ma a volte con il rischio di derive separatiste. E poi si sono aggiunte altre, ben note questioni: come confrontarsi con gli stranieri che risiedono regolarmente in Italia, ormai circa due milioni e mezzo, il 4 per cento della popolazione nazionale? L'integrazione degli immigrati ha aperto un estenuante dibàttito tra chi paventa apocalissi sociali e chi auspica demagogicamente il meltingpot scarsa è stata però, in merito, l'analisi scientifica. Ed ecco che il progetto del Cnr si rivela di assoluta rilevanza. Un ricercatore, ad esempio, analizzerà la percezione dell'immigrazione da parte degli abitanti della capitale, un altro le problematiche sorte in Campania, mentre un terzo progetto ha per oggetto una scuola di Brescia. «Il concorso è un esempio del ruolo che la ricerca pubblica può e deve svolgere per incentivare il progresso in discipline e campi di studio strategici per il futuro del Paese», spiega de Mattei. Anche la questione dei simboli religiosi, dibattuta non solo in Italia, è stata affrontata dai ricercatori con progetti su "Immigrazione e nuovi culti", "I simboli religiosi: problematiche giuridiche nella società multicolore" e "La diversità religiosa nella scuola dell'intercultura". Ma la prospettiva della multiculturalità, avverte de Mattei, non può disgiungersi dalla riaffermazione della religione cattolica come struttura portante della nostra identità. "Il Vecchio Continente", invece, "non sembra più essere in grado di vivere e di testimoniare la propria tradizione religiosa e culturale, la propria consapevolezza etica, la propria identità civica. Urge riscoprire alla memoria storica europea il significato del sacro, della contemplazione e della tradizione. La forza dominante nella creazione di una identità comune tra popoli, ciascuno dei quali abbia una cultura distinta, non può che essere la religione. Tra le ricerche sostenute dal Cnr non mancano progetti dedicati alla lingua italiana, altro elemento identitario essenziale, che da quando è stata minacciata di cancellazione dalle conferenze stampa della Commissione Europea ha suscitato un vivace dibattito. «Il tema rientra negli obiettivi prioritari del ministero degli Affari esteri», ha sottolineato Gianfranco Fini, accennando alla prossima conferenza degli Istituti di cultura, agli oltre 6mila corsi di lingua italiana all'estero e all'annuale settimana della lingua italiana, organizzata in collaborazione con l'Accademia della Crusca". «Fino ad oggi è mancata, sia a livello comunitario, sia a livello nazionale, un'efficace politica linguistica. E a quanto mi risulta è la prima volta che un ministro degli Esteri in carica prende atto della serietà del problema e si propone di intervenire concretamente», concorda de Mattei. «Il Cnr è pienamente impegnato in questa opera di valorizzazione: basti pensare all'Opera del Vocabolario Italiano e ai nuovi progetti come il finanziamento delle ricerche sulle Identità culturali». Tra i campi toccati dalle domande pervenute, infatti, hanno indicativamente incontrato il maggiore interesse proprio la sezione di glottologia e linguistica, al primo posto, e quella di linguistica italiana. Per limitarci ai progetti approvati, le ricerche vanno dal "Repertorio degli autori latini nel Medioevo e nel Rinascimento", alle indagini sulle "notazione dei confini di parola nelle scritture italo-romanze", fino all"Indicizzazione audio per la lettura e l'ascolto della letteratura italiana". Costume e tradizione Gli argomenti proposti dai ricercatori abbracciano comunque anche aspetti più curiosi, come "I criteri di impunibilità dell'inadempimento contrattuale nel diritto della Repubblica Popolare Cinese" o "Il giuramento di purgazione nel rito inquisitorio romano-canonico". E ancora, una ricerca cui qualche esponente della nostra snobistica intellighentia potrebbe guardare con sufficienza sulle "sagre": "Le manifestazioni culturali volte a valorizzare a livello locale l'identità culturale del territorio". In realtà un progetto molto impegnativo, volto ad analizzare forme di gestione e sistemi di controllo economico e finanziario delle kermesse turistiche, religiose, sportive, musicali, artigianali e artistiche, che stanno sempre più imponendosi sul territorio come richiamo turistico e volano imprenditoriale e occupazionale.