PARIGI - «Abbiamo avviato la trattativa per una collaborazione con il Louvre, che verrà meglio definitaa Torino nell'arco di un mese e riguarderà esposizioni e scambi di opere. Tra gli obiettivi, al primo posto c'è la creazione di un rapporto tra la sezione parigina di arte islamica e il Mao, ma non saranno trascurate le raccolte egizie: tanto più che l'attuale direttrice di questo settore al Louvre è membro del comitato scientifico del nostro Egizio». Piero Fassino ha incontrato ieri a Parigi Claudia Ferrazzi, italiana trentacinquenne, vice amministratore generale, e numero tre, del museo che con 35mila visitatori al giorno è il più frequentato al mondo. «Dal Louvre ci hanno cercato manifestando interesse a stabilire una relazione con i nostri musei, perché offrono uno spettro completo, dall'antico Egitto all'arte contemporanea, anche questo un ambito che potrebbe interessare». La signora Ferrazzi sarà presto a Torino con una serie di proposte: in previsione, sarà organizzata una giornata di lavoro con i direttori dei musei cittadini. Un primo contatto c'era stato la sera prima, durante il pranzo offerto dall'ambasciatore Giandomenico Magliano alla delegazione capeggiata dal sindaco, giunta nella capitale francese per i 40 anni del Regio, nell'ambito dell'iniziativa «Torino incontra la Francia». A tavola nel palazzo settecentesco di rue Varenne - dove sedevano tra gli altri Elsa Fornero, ministro uscente del Lavoro, il marito Mario Deaglio, il vicepresidente del teatro Giovanni Zanetti, il soprintendente Walter Vergnano e il direttore musicale Gianandrea Noseda, in giardino un'installazione donata da Michelangelo Pistoletto, protagonista in questo periodo di una mostra al Louvre - Fassino ha posto le prime basi dell'accordo. Poi ieri mattina la visita al museo, dove si è capito abbastanza in fretta dove stava l'interesse maggiore. Si è iniziato infatti dal Dipartimento di arti islamiche, aperto al pubblico lo scorso settembre per ospitare - in uno spazio ricavato ricoprendo la Cour Visconti con un "velo" in vetro e reticolato d'acciaio progettato da Mario Bellini e Rudy Ricciotti - una raccolta tra le più ricche al mondo, forte di capolavori come il Porke Mamelouk, del XV secolo, ricostruito con tutte le pietre originali, il Battistero di Saint Louis, bacino inciso in argento di creazione mamelucca, usato per i battesimi dei bambini reali di Francia, e ancora maioliche, tappeti, uno splendido mosaico libanese. «Il primo pensiero va al Mao, che necessita di un sostegno e potrebbe giovarsi di scambi con questa raccolta - ha detto il sindaco - ma abbiamo in mente anche l'arte contemporanea, in cui Torino eccelle». Parlava anche torinese ieri la celebre piramide di vetro dell'architetto cinese Pei, su cui campeggiava il simbolo dell'infinito del "Terzo Paradiso" di Michelangelo Pistoletto. Un progetto, quello di uno dei protagonisti dell'Arte Povera, che si snoda nelle sale interne, con la "Venere degli Stracci" esposta accanto a sculture antiche, quadri specchianti, tra questi "Il tempio del giudizio" del 2009, un'opera in cui si riflette una divinità orientale. E ancora "Amare le differenze", un'installazione di luci al neon gemella di quella realizzata a Torino a Porta Palazzo. «L'obiettivo è arrivare alla firma di un protocollo con il Louvre per una programmazione triennale, come già è avvenuto per il Musée d'Orsay e per l'Ermitage» ha concluso Fassino. Ieri sera infine, ultima tappa della trasferta subalpina, con la rappresentazione in forma di concerto del "Don Carlo" di Verdi al Théatre des Champs Elyseées, sul palco a dirigere l'Orchestra del Regio il maestro Noseda.