Era stata ridotta a solarium per la tintarella, o a deposito di rottami. Adesso, in primavera, la cupola della chiesa «transformer» situata nei pressi di piazza Nicola Amore diventa un campo giochi per ragazzini. Molto pericoloso in verità, perché il parapetto è quasi inesistente. La basilica di cui parliamo è San Biagio dei Taffettanari, gioiello del '600 del centro storico napoletano. Il tetto dell'edificio sacro che dovrebbe essere vincolato e quindi inaccessibile si trasforma ogni (santo) giorno in un grottesco campetto sportivo. Si gioca a pallone, ovvio, ma anche a racchettoni e persino a tiro con l'arco, col target piazzato sulla torre campanaria (basta dare un'occhiata alle immagini pubblicate sul nostro sito Corrieredelmezzogiorno.it). Nelle varie «discipline» si cimentano una decina di ragazzi che, in mancanza di alternative, accedono facilmente al tetto per giocare. Il lucchetto del cancelletto d'ingresso è stato divelto da tempo nel silenzio assoluto delle autorità ecclesiastiche. Tra l'altro i giovani calciatori non sembrano per nulla infastiditi dall'evidente irregolarità del campo bombato. Nè si curano del pericolo evidente di giocare praticamente senza parapetto a una ventina di metri d'altezza. A nulla è valso, ad oggi, l'allarme lanciato ad ottobre dalla Sopribntendenza, sollecitata dall'associazione Italia Nostra, al cardinale Sepe e alla Curia, proprietaria dell'edificio sacro: il piano di calpestio dovrebbe essere vincolato e inaccessibile. Invece, oltre ai baby calciatori ci pascolano di tanto in tanto anche i cani.