In vendita domani le tele del concorso di pittura L'arte moderna in sostegno dell'arte antica. Per completare il restauro della quadreria della chiesa parrocchiale di San Lino il Comitato del Maggio luranense metterà in vendita la piccola collezione di dipinti e sculture raccolte negli ultimi quattro anni con il concorso di pittura. «L'iniziativa nata è nel 2009 per vivacizzare il paese chiarisce Walter Riva del Comitato . In questi anni abbiamo messo insieme 12 opere che per noi hanno un valore simbolico ed affettivo, oltre che economico. L'augurio è che ci sia un acquirente sensibile, in grado di apprezzarle. Saranno esposte il 1 Maggio nell'auditorium di San Lino aperto tutto il giorno». Il Comitato spera così di ricavare gli ultimi 7 mila euro che servono per completare il restauro delle grandi nove tele che arredano la chiesa parrocchiale di San Lino. «Ci siamo presi l'impegno di rimetterle in sesto per celebrare al meglio il cinquantesimo della nuova parrocchiale che fu consacrata il 6 settembre del 1964 racconta Riva . Il progetto è partito nel giugno del 2011 dopo uno studio approfondito della Soprintendenza ai beni culturali e il via libera della diocesi». «Sono quadri spiega il sindaco Dimitri Bugini realizzati tra il '700 e l'800. Al di là del valore artistico hanno un grande valore affettivo per il nostro paese. Erano esposti nella vecchia chiesa di San Lino e dopo il 1964 furono traslocati nella nuova parrocchiale». Dal 2011 i volontari del Comitato si sono impegnati mettendo in campo tante iniziative e grazie anche al sostegno di privati e associazioni locali sono riusciti a racimolare 35 mila euro. Un sostegno importante è venuto poi dalla Regione Lombardia che ha stanziato 20mila euro. Il primo quadro a essere restaurato nel luglio del 2011 fu «San Carlo Borromeo in gloria», tornò a Lurano dopo cinque mesi. A marzo 2012 fu completato il restauro «Mosè e la caduta della manna». Nel maggio dell'anno passato furono rimessi in sesto «Apparizione della Madonna delle Quaglie» di Cavallina Sacchi e l'«Apparizione della Madonna a San Francesco Saverio» di Mauro Picenardi. Quest'ultima necessitò di un intervento prolungato a causa dello stato deteriorato in cui si trovava. Sono stati sistemati poi l'«Apparizione della Madonna di Lourdes», un «Sant'Antonio da Padova benedicente», un «Battesimo di Cristo». L'«Ultima Cena» e «San Pietro consegna le chiavi a San Lino» sono le ultime due tele che sono state inviate ai laboratori per il recupero. Il primo tornerà in paese il 10 maggio mentre l'altro è atteso per i primi di settembre. «Le tele portano il peso dei secoli racconta Riva . Vanno ritelate, pulite e bisogna sistemare il colore che si stacca». Dal restauro finora eseguito sono venute anche sorprese inaspettate. A partire dai colori originali dei quadri, intensi e radiosi come nel «Mosé e la caduta della manna» del Carnelli, una volta liberati da secoli di fumo e polvere. «La scoperta più importante, che è al momento al vaglio della Soprintendenza spiega Riva si è riscontrata all'interno della tela larga più di un metro e mezzo del Picenardi: c'era un altro quadro più antico più piccolo di circa 50 centimetri di lato». Si tratta di una Madonna con il Bambino che è stata solo ritoccata dall'autore, ma è più vecchia di due secoli. «Risale probabilmente al '500 racconta Riva . Al museo diocesano Bernareggi è stato trovato il bozzetto originale che dimostra questa composizione». Si aspetta il pronunciamento degli esperti, ma in paese si pensa già che si tratti di un quadro anticamente esposto nel santuario della Madonna delle Quaglie.