La quadreria in restauro è il segno di continuità più forte tra la chiesa moderna e quella antica, entrambe dedicate a San Lino. Quando la nuova chiesa fu ultimata, i dipinti furono spostati da quella storica. Un passaggio tutt'altro che indolore. La sostituzione della parrocchiale, infatti, segnò profondamente il paese alla fine degli anni '50 quando si cominciò a discutere del progetto. Lurano si divise in due fazioni, quelli che volevano la chiesa nuova, e quelli che invece erano affezionati allo storico tempio del '500. Una spaccatura forte, con la tensione alle stelle tra le due parti che investì anche le istituzioni. Nel partito della vecchia chiesa, infatti, militava il sindaco Attilio Ubbiali che governava il paese da 10 anni. Un passato da sostenitore del regime fascista, era centurione delle Camice nere, e poi la svolta nel Dopoguerra con l'iscrizione al Pci, Ubbiali, decritto come un oratore appassionato e in grado di accendere gli animi, aveva trasformato Lurano in un'isola rossa in una provincia che era un feudo democristiano. Questo fino al termine del decennio, quando appunto nacque l'idea di una nuova parrocchiale. Ubbiali si schierò per il «no» senza se e senza ma. L'opinione pubblica però non lo seguì. Dalle elezioni del 1960 uscì vincitore il candidato della Dc, l'ingegner Giuseppe De Biasi, forestiero di Bergamo, arrivato in paese per gestire i beni dei Secco Suardo e sostenitore della chiesa nuova. Governò per due mandati. Dieci anni che servirono per dimenticare la spaccatura al termine dei quali Ubbiali fu rieletto, rimanendo sindaco poi per altri tre mandati. Nel 1964 intanto la nuova chiesa, con le sue linee moderne e verticali, fu inaugurata mentre la vecchia San Lino, sconsacrata, fu ridotta a un magazzino. Prima per una ditta di maglieria del paese, e poi come deposito per l'oratorio. Un abbandono che si concluse all'inizio degli anni '90 quando, monsignor Roberto Amadei, divenuto vescovo, permise l'acquisizione dell'edificio al Comune. Dopo un primo restauro di consolidamento, la vecchia San Lino dovette attendere il 1999 per l'apertura del cantiere che l'ha riportata agli antichi splendori. L'Amministrazione l'ha trasformata in un auditorium per le iniziative culturali del paese. L'inaugurazione è avvenuta nel 2001. Da qualche settimana però i ponteggi sono tornati a circondare l'ex tempio. «È partito l'intervento di messa in sicurezza del tetto precisa il sindaco Dimitri Bugini Siamo riusciti a ottenere un finanziamento di circa il 50». Il costo totale del rifacimento del tetto è di 140 mila euro.