Chissà quanti sanno, o ricordano, che il grande pino in via Federico Ozanam, a Monteverde, era uno degli alberi che indicavano ai garibaldini la direzione giusta verso il quartier generale del loro comandante, Giuseppe Garibaldi, posizionato prima a Villa Savorelli, ex Villa Farnese, l'attuale Villa Aurelia e poi a Villa Spada al Gianicolo. Quel pino secolare, oggi, è cinto in una piccola aiuola di tufo e, di fatto, è diventato uno spartitraffico. Ma non ha perso di valore per chi conserva la memoria storica dei luoghi e una giovane poetessa del quartiere, che abita in via Fabiola, gli ha dedicato dei versi. Ecco, sono storie così che intrecciano la vita quotidiani e anche i grandi avvenimenti della Storia ad arricchire il libro che Giuseppe Lorin, laureato in psicologia e diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica «Silvio D'Amico», ha voluto dedicare ad un'ampia zona del Municipio XVI, quartiere gianicolense, e ad alcune aree limitrofe, in particolare Monte Testaccio: «Da Monteverde al mare» (DavidMatthaus Edizioni Letterarie). «Non si tratta di una guida turistica - scrive Giuseppe Lorin - ma la testimonianza e l'orgoglio di chi vive sulla sponda destra del Tevere, su un'altura nominata Monteverde ancora accarezzata dal ponentino e che non rientra - continua l'autore - nei sette colli della Roma degli imperatori, ma che è stata da loro ammirata come eventuale sede di vita, lontano dalle tensioni del governare la res pubblica». Non c'è chiesa, edificio, parco, fontana, monumento che non venga raccontato nel libro di Lorin: dal Casino del Bel Respiro a Villa Sciarra, dal Tempio di Isiaco (o di Iside) alla Porta San Pancrazio. Eppoi la cultura, i teatri, il cinema e un salto indietro nel tempo per scoprire la storia di quello che è il cuore verde pulsante di Monteverde, Villa Pamphilj che, con i suoi 184 ettari di superficie e un perimetro di 9 chilometri, è oggi la villa storica più grande della Capitale. Fu riaperta al pubblico nel 1972. E parla della villa, nella prefazione al libro, anche Jonathan Doria Pamphilj: «Dopo un breve periodo di apparente abbandono da parte del Comune, gradualmente sempre più persone hanno iniziato a frequentare la villa scoprendone la bellezza, tutti i diversi giardini e le collezioni di piante rare ed esotiche del mio bisnonno Alfonso Doria Pamphilj». Giuseppe Lorin va inoltre a ripescare aneddoti nei memoriali e racconta, anche, la storia dell'osteria gestita da Fernando Battistelli fino al 1960 in via Fabiola 8 e del casolare abitato da Emilio Casadio sulla collinetta di via di Donna Olimpia, ora demolito per far spazio ad un parcheggio, e citato da Pasolini nel suo romanzo «Ragazzi di Vita». L'autore, in oltre duecento pagine illustrate, descrive aggiungendo particolari poco noti gli eventi storici e, soprattutto, le persone che hanno animato (e amato) Roma e il quartiere: «Monteverde - conclude Giuseppe Lorin - incarna la zona intellettuale, artistica, bohémien di Roma, racchiusa nella sua bellezza discreta, sono orgoglioso di presentarla a chi non conosce i suoi più reconditi segreti».