Caro Conti ho letto diversi giorni fa la sua decisa risposta ad Alessandro Cochi, delegato alle Politiche sportive di Roma Capitale, a proposito del concorso ippico di piazza di Siena. Come al solito Cochi fa finta di non aver capito il problema. Lei lo ha riportato sulla terra con le vere motivazioni. Volevo solo manifestarle la mia soddisfazione per la concretezza della sua risposta che non ammette repliche. Giorni fa ero lì a piazza di Siena e pensavo con terrore al trauma che prati, alberi, siepi, monumenti e animali come scoiattoli e uccelli subiranno per due mesi lunghissimi durante i quali anche noi «umani» non potremo godere di quella meravigliosa piazza naturale. Nei giorni scorsi ho scattato delle foto per poi poter fare, a consuntivo, un raffronto tra il «prima» e il «dopo». Gliele farò pervenire per una riflessione ulteriore. A mio parere, o si ritorna alla «vecchia» manifestazione o deve essere assolutamente spostata. Stefano Chiesa Caro lettore, com'era prevedibile, dai giorni della polemica aperta su questo spazio, il Campidoglio ha preferito lasciar cadere tutto, contando sul fatto che il tempo sommato al silenzio possa far decadere l'attenzione su qualsiasi argomento. Invece i nostri reattivi lettori continuano a scriverci sulla tutela di villa Borghese, sull'invasività del Concorso Ippico, chiedendosi (e chiedendoci) come mai un'organizzazione privata abbia diritto alla concessione gratuita, da parte del Campidoglio, di uno spazio vincolatissimo come la splendida villa Borghese, appena uscita da un costosissimo restauro interamente pagato con i soldi dei contribuenti romani (cioè di tutti noi). Abbiamo tutti molta pazienza. E siamo certi che una risposta, un giorno, arriverà.