Il 16 marzo 2001 nella Manifattura delle Cascine furono prodotte le ultime MS. Dai suoi capannoni uscivano, ogni anno, tre milioni di chili di sigarette. Tramontata l'epopea del tabacco, in meno di due anni sono andati in fumo anche tutti i progetti per riappropriarsi di spazi da sempre chiusi alla città. I sei ettari di edifici, capannoni e magazzini dovevano accogliere la «Cittadella della cultura» con il beneplacito del ministro Urbani. Ma la vendita ha sconvolto tutti i piani. Tra Palazzo Vecchio e Eti, l'Ente tabacchi, era stato inizialmente stretto un accordo per il futuro utilizzo dell'area, tanto che nell'estate 2001 si tenne la mostra d'arte contemporanea «Boom». Chiusa per mancanza di personale fece poi saltare la programmazione estiva. La scorsa primavera l'assessore alla cultura Siliani comunicava al Consiglio comunale il proposito dello Stato di inserire il bene fra quelli sottoposti alla cartolarizzazione. Ma spiegava anche che la Manifattura doveva costituire il punto di appoggio di un sistema della contemporaneità che si sviluppasse fra le Cascine (dove ci sono altri punti fondamentali del sistema: la ex Stazione Leopolda, l'ex granaio del Piazzale del Re che sarà liberato dai laboratori scenici del Teatro Comunale, il teatro Puccini e lo stesso parco), Novoli (dove la presenza dell'Università può costituire un luogo aperto di produzione di sapere per la città) e Rifredi (con la realizzazione del Centro d'Arte Contemporanea all'ex Meccanotessile). Cosa avremmo trovato nella vecchia fabbrica di sigarette? Lo spiega il protocollo di intesa tra Comune Provincia e Regione che doveva divenire un Centro per la cultura del XX e XXI secolo (dalle arti visive alla musica, dall'architettura alla danza, dalla multimedialità agli allestimenti), nonché sede per il centro degli archivi della città (da quello Comunale di deposito a quello del Gabinetto "Vieusseux"; dalla Biblioteca Nazionale al Centro di Restauro della Soprintendenza Archeologica). Doveva essere un centro aperto alla città dove far incontrare i saperi e le tecnologie più avanzate nel campo del restauro del patrimonio librario e della applicazione della information tecnology. Gli edifici di Bartoli e Nervi saranno invece un nuovo pezzo di città, con residenze di lusso e uffici. Che avranno una viabilità tutta nuova lungo il Fosso Macinante fino a Porta al Prato da una parte e alla Pistoiese dall'altra.