Dopo 7 anni di live, il Comune dice basta. Panciera: potenziare gli spazi periferici. L'alternativa del Ducale per eventi di qualità VENEZIA Tra chi ce l'ha fatta spiccano i nomi di Charles Aznavour e Leonard Cohen, Paolo Conte e i ballerini-illusionisti di Momix. Uno spettacolo di Roberto Benigni saltò invece a causa dei tavolini dei caffè a fianco del palco, che il comico non voleva. Senza tornare con la memoria ai tempi dei Pink Floyd, anche in epoca recente i concerti in piazza San Marco non hanno mai avuto vita facile: i commercianti hanno sempre protestato per le strutture invasive, gli incassi non sono mai stati adeguati all'investimento. Il sindaco Giorgio Orsoni poi non ha mai nascosto di non amarli. E così dopo 7 anni di live, alcuni dei quali memorabili come quelli sopra citati, Comune e Venezia marketing ed eventi issano bandiera bianca. Quest'estate nella cornice delle Procuratie, di fronte alla Basilica e al campanile appena liberato dai cantieri, non ci sarà nessun palco. Persino il concerto benefico per Emergency traslocherà in terraferma. «Stiamo studiando se è possibile organizzarlo al parco di San Giuliano subito dopo il Venice Sunsplash», dice il vicesindaco Sandro Simionato. In piazza San Marco nessuno sentirà la mancanza dei concerti, molto apprezzati invece da artisti e turisti. Come dare loro torto? Al calare della luce, l'atmosfera diventa magica e irripetibile. «E' una scelta in nome della sostenibilità - commenta l'assessore al Turismo Roberto Panciera - San Marco già attira milioni di visitatori e non ha bisogno di attrarne ancora di più». Al posto della piazza ci potrebbe però essere palazzo Ducale. «Lì si possono organizzare concerti di eccellenza con il teatro La Fenice ed è a questo che l'amministrazione punta - continua - è la soluzione più adeguata». Qualche evento di nicchia al Ducale va bene, dunque, ma nessuna manifestazione che porti grandi numeri a San Marco. «Abbiamo altri spazi più periferici da potenziare - conclude Panciera -. Venezia ha ancora in mente il disastro dei Pink Floyd, piazza San Marco va tutelata». Due sono le alternative: il parco di San Giualiano in terraferma e l'aeroporto Nicelli al Lido. Entrambe sono lontane dalle zone più abitate e soprattutto dai monumenti più importanti della città. Dopo l'esperienza dell'Heineken Jamming festival, l'anno scorso San Giuliano ha ospitato la prima edizione del festival Sunsplash, che torna quest'anno tra il 19 e il 23 luglio con musica raggae e possibilità di campeggio nei giorni in cui si festeggia il Redentore. Subito dopo, San Giuliano potrebbe ospitare l'evento per Emergency, mentre prima dovrebbe esserci il Marghera Village, sfrattato dal parcheggio del centro commerciale Panorama a Marghera. Di eventi all'aeroporto Nicelli, invece, ancora non si parla, fatto salvo le feste blasonate e rigidamente su invito della Mostra del cinema. Nessuno contesta le opzioni di Lido e San Giuliano, tutt'altro. Gli under 30 della città da sempre chiedono spazi per la socialità, lo svago e l'intrattenimento e le due location si prestano allo scopo. I concerti di piazza San Marco erano tuttavia un altro genere di manifestazione, che però a Venezia ha sempre trovato ostacoli. Fin dal primo evento per Emergency o dalle iniziative di «Sms Venice», organizzate dall'ultima giunta di Massimo Cacciari, sono volate le polemiche tra giunta e commercianti di San Marco. Tanto da far dire anche all'ex sindaco nel 2009, dopo 7 concerti (in tutto sono stati una ventina): «Gli eventi vanno ridotti».
Venezia. Piazza San Marco, stop ai concerti. Musica? A San Giuliano e Nicelli
Il Comune di Venezia ha deciso di interrompere i concerti in piazza San Marco dopo 7 anni. L'alternativa proposta è il Palazzo Ducale, che potrebbe ospitare eventi di qualità con il Teatro La Fenice. Altri spazi periferici come il parco di San Giuliano e l'aeroporto Nicelli al Lido sono stati proposti come alternative. I commercianti di San Marco hanno sempre protestato contro gli spazi invasivi e gli incassi non adeguati. Il sindaco Giorgio Orsoni non ha amato i concerti. L'assessore al Turismo Roberto Panciera sostiene che la scelta è in nome della sostenibilità e che San Marco non ha bisogno di attrarre ancora di più.
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