«Un ponte con la Locride» La Puglia soccorre la sindaca Barbanente: un gruppo di lavoro sul piano urbanistico BARI «Sono pronta a fare da promotrice per la creazione di un gruppo di lavoro che aiuti la sindaca del Comune di Monasterace, nella Locride, Maria Carmela Lanzetta, che so essere stata più volte minacciata dalla 'ndrangheta, a redigere il Piano urbanistico. Rispondo convintamente all'appello lanciato dal vostro giornale». Non ha indugi l'assessora regionale alla Qualità del territorio, Angela Barbanente. Nei giorni scorsi, Maria Carmela Lanzetta di passaggio dalla Puglia - ospite della libreria Laterza alla presentazione del libro di Goffredo Buccini, L'Italia quaggiù, che racconta il nuovo vento di «primavera» al femminile in corso in Calabria e di cui la sindaca è una delle protagoniste - ha chiesto soccorso alla Puglia. «Abbiamo bisogno di una mano per i piani tematici. Il nostro Comune - ha spiegato con un atavico pudore la sindaca - è in dissesto e nel nostro ufficio tecnico i funzionari non resistono più di sei mesi. Il Formez ci sta vicino per il Piano spiagge, ma quello che veramente ci occorre è un aiuto per il Piano urbanistico. C'è un grande abusivismo edilizio su aree demaniali, ma chi abita lì non ha danaro per comperare un'altra casa altrove. Ci vogliono, allora, soluzioni intelligenti e percorribili», ha spiegato Lanzetta. L'assessora Barbanente non esclude di coinvolgere l'Inu - l'Istituto nazionale di urbanistica sia regionale che nazionale - chiedendo che si faccia carico della progettazione ed è pronta a contattare il presidente regionale, Carmelo Torre, già nei prossimi giorni. «Noi siamo rinati in Puglia perché siamo riusciti ad approvare il Pug anche in Comuni come Porto Cesareo», continua l'assessora. Proprio nel Comune ionico-salentino si sono susseguiti lo scorso anno una serie di attentati: al sindaco, Salvatore Albano, è stata piazzata una bomba-carta davanti al cancello di casa, e prima ancora, a pochi metri dallo studio tecnico di Cataldo Basile, che è anche componente del direttivo provinciale del Pdl, è stato fatto esplodere un ordigno. «Non so se in Calabria l'istituzione Regione sia vicina ai Comuni, così come ha fatto la Puglia - attacca Barbanente - è l'unico modo per ripristinare la legalità e un sistema di regole certe. I Comuni non possono essere lasciati da soli». L'idea, tutta ancora da verificare, è quella di percorrere la strada di un gemellaggio fra Regioni, con la supervisione ministeriale. «Esistono dei progetti finanziati con fondi europei - spiega Barbanente - che permettono a due regioni che ricadono nell'area dell'Obiettivo 1 e ad una del Centro-Nord, che può affiancarle, di elaborare piani comuni. Io penso di riuscire a coinvolgere su una piattaforma di questo genere non solo l'Inu, ma anche regioni come l'Emilia o la Toscana che non potranno che condividere un simile obiettivo. Mi metto subito al lavoro per trovare una strada», assicura l'assessora regionale. Nei prossimi giorni ne sapremo di più del difficile cammino della cooperazioni fra regioni del Mezzogiorno e del Nord spesso sbandierato nei convegni ma mai attuato. In questo caso, poi, l'impegno è giustificato per cercare di stroncare l'attività intimidatoria mafiosa attraverso il rispetto delle regole tanto invocato dalla sindaca Lanzetta. «La normalità e la cultura - ha detto a Bari - sono le armi per battere le mafie. A Monasterace le poche manifestazioni culturali che teniamo, possiamo farle grazie all'indennità da sindaco che io non percepisco e che destino a questo fine. La reazione è quel venticello di calunnia che mi ferisce e che dice che ho troppa passione per l'archeologia, così mi chiamano il sindaco delle pietre. Poco male. Resto convinta che accanto alla repressione e al controllo sociale, bisogna che si ripristinino le regole del vivere civile. È il primo passo per vincere».