«La scorsa settimana, il Comitato della Bellezza ha denunciato l'ennesimo sfregio ambientale e paesaggistico romano: la costruzione di un palazzone di 5 piani (cui dovrebbero seguirne altri) a ridosso delle Mura Aureliane e del Bastione Ardeatino di Antonio da Sangallo. È un'area monumentale unica per l'aura che lo circonda: a ridosso delle Terme di Caracalla, la lussureggiante vegetazione dei parchi Ardeatino e dell'Appia Antica, le antiche Mura Aureliane, il Bastione cinquecentesco costruito da Paolo III Farnese grazie al genio di Antonio da Sangallo il Giovane». Lo afferma in una nota Ebe Giacometti consigliere nazionale, e consigliere Italia Nostra Roma e Lazio. «Quello che pochi sanno è che nell'area comunale in cui è situato il Bastione sono custoditi i frammenti lapidei delle demolizioni di Borgo realizzate tra il 1923 e il 1945 - aggiunge - sul prato giacciono i timpani e le colonne del famoso Ospedale Pontificio del S. Carlo; tra l'erba alta e verde biancheggiano i travertini scolpiti serviti per decorare vasche di antiche fontane, portali e cornicioni di palazzi e chiese medioevali e rinascimentali. Sono i materiali lapidei non riutilizzati nella ricostruzione degli edifici che Piacentini e Spaccarelli progettarono per la strada simbolo del concordato Stato-Chiesa: via della Conciliazione. Questo luogo, deposito silenzioso di un brano della storia urbanistica della Capitale ancora molto discussa, con un po' di coraggio, avrebbe potuto essere un museo en plain air della Roma scomparsa. La nuova speculazione di lusso tesa unicamente a sfruttare l'amenità del luogo non a tutelarla, fa decisamente rabbia».