A tre anni dalla presentazione del progetto, l'eremo di Sant'Anna di Aci San Filippo, frazione di Acicatena, ha ottenuto un finanziamento regionale, con il contributo dei bandi comunitari, di 5,6 milioni di euro, di cui 2,8 a fondo perduto per l'adeguamento del sito religioso che ospiterà una struttura ricettiva a 4 stelle, in un'area di grande valore paesaggistico, fuori dal centro urbano, circondata da vasti appezzamenti di agrumeti in gran parte di proprietà della diocesi di Acireale. Con i soldi disponibili e il progetto di riqualificazione che ha superato il vaglio degli uffici regionali, entro tre anni al massimo dall'inizio dei lavori, l'eremo potrà essere consegnato alla fruizione. Il convento, edificato nel 1751, conta 60 austere cellette un tempo occupate dai monaci eremiti, già ristrutturati e dotati di moderni comfort, nel rispetto dell'opera originaria. Nei grandi spazi interni in bella mostra quadri di pittori locali, i bellissimi pavimenti in cotto e ceramica di Caltagirone, la sala biblioteca con pregiati testi religiosi e diversi laboratori, un tempo utilizzati per la lavorazione e deposito degli agrumi, in futuro destinati ad accogliere uno spazio museale. All'esterno, immersi nel verde: il chiostro, il giardino mediterraneo, la vecchia cappella funeraria dei frati e l'antico pozzo per la raccolta delle acque. Domina la valle delle Aci la chiesetta in pietra bianca dedicata a Sant'Anna, la cui peculiarità originale è rappresentata dall'altare maggiore in rame e cesello con intarsi di marmi policromi, aperta al culto e meta di giovani coppie che si uniscono in matrimonio. Un'occasione storica per la rinascita economica e culturale di questa parte del territorio, su cui da anni si batte l'ex vescovo della diocesi di Acireale, Pio Vittorio Vigo e il rettore dell'Eremo, don Alessandro Di Stefano, in sinergia con l'ex amministrazione guidata da Raffaele Nicotra, collaborato nella pianificazione strategica da Francesco Petralia, già vicesindaco e assessore con delega all'Urbanistica. «Il territorio di Acicatena e le sue frazioni, con l'Eremo di Sant'Anna, palazzo Riggio di Campofiorito, il bacino archeologico delle Terme Romane di Santa Venera al Pozzo e l'antica Torre di Casalotto, hanno le carte in regola per accedere nella filiera turistica delle Aci; intanto attraverso il piano di propaganda turistica, predisposto annualmente dal Dipartimento sport, turismo e spettacolo della Regione e, in seguito, con l'ampliamento dei Distretti turistici, accedere agli itinerari di pregio» afferma Petralia. Il manufatto religioso è di proprietà al 90 della diocesi e il restante 10 della parrocchia di Aci San Filippo. Una holding costruita per mettere al riparo il luogo da speculatori. Il deputato regionale, Raffaele Pippo Nicotra, sottolinea come «l'eremo, l'area archelogica di S. Venera al pozzo e Palazzo Riggio hanno rappresentato da sempre le opportunità ideali ai quali agganciare un modello di sviluppo improntato ad un turismo culturale e ambientale. Con grande determinazione e grazie alla sensibilità degli altri attori istituzionali, come la diocesi di Acireale e la parrocchia, siamo riusciti a coordinare delle azioni miranti a recuperare dei finanziamenti comunitari attorno ad un progetto organico di sviluppo economico di Aci Catena. «Se pensiamo ai 10 milioni di euro per palazzo Riggio, ai 4 milioni per Torre di Casalotto e ai 2 milioni che il parco delle Aci - prosegue Nicotra- ha ottenuto per la realizzazione del teatro in pietra da 2mila posti, e ora alla straordinaria notizia per il completo e funzionale recupero dell'Eremo di Sant'Anna, mi sento di poter affermare che in appena 3 anni di mandato, abbiamo dato un contributo storico per Aci Catena». 26042013