CULTURA E' una prospettiva che aleggia e inquieta il mondo della cultura, ma che non dovrebbe stupire vista la scarsa attenzione dedicata ai Beni Culturali nei Programmi elettorali di tutti i partiti. Dei 23 Ministri che si sono succeduti alla guida del Ministero sono peraltro poche le figure che hanno lasciato tracce significative fino all'inerzia dell'uscente Ministro Ornaghi. Dalla sua istituzione nel 1974 il Ministero ed è stato sottoposto a varie "ristrutturazioni" che ne hanno condizionato e ridotto l'efficienza sia a livello centrale che periferico, riuscendo a paralizzarne l'attività con la frequente sostituzione di alti funzionari (con competenze più politiche che tecniche) ed i giri di valzer dei Soprintendenti di presidi territoriali dotati di insufficiente organico e scarsissime risorse. Sono in molti a considerare questi interventi come un sistematico depotenziamento e smantellamento dell'intera struttura ministeriale. Inoltre è davvero originale come un Ministro possa essere competente dell'immenso Patrimonio storico e artistico come dello Sport, spaziando dalla politica museale alle partite di calcio, mentre la tutela del Paesaggio è ormai negletta. (Un esempio: l'Osservatorio nazionale per la qualità del Paesaggio - organismo a costo zero di cui anche la sottoscritta fa parte - previsto dall'art.132, comma 4 del Codice dei Beni culturali del 2004, è stato costituito nel 2008 quindi integrato nel 2010, ma si è riunito solo 3 volte dal suo insediamento pur vedendo il succedersi di 3 Ministri di partiti diversi). Inoltre il Governo Monti ha ridotto da 90 a 45 giorni il tempo utile per le Sovrintendenze di esprimere il "silenzio- assenso" all'edificazione in aree a vincolo ambientale. Ma l'insufficienza di risorse umane ed economiche impedisce alle Soprintendenze di eseguire i necessari sopralluoghi e controlli, il che significa dare il via libera alla cementificazione delle aree di pregio paesaggistico. In cifre: in Italia l'investimento annuale destinato alla cultura è uno dei più bassi in Europa e rappresenta solo lo 0,19 del bilancio statale, mentre in Germania è l'1,35. Occorre diffondere la consapevolezza delle potenzialità economiche della salvaguardia del nostro Patrimonio culturale e paesaggistico che è diffuso in tutto il territorio nazionale: un investimento cospicuo nella valorizzazione dei Beni culturali può essere un volano per la ripresa economica, lo sviluppo di mestieri e buone pratiche nel campo del restauro, il lancio di un vero turismo culturale. Ma senza una strategia l'Italia non potrà mai diventare il Paese della Cultura in Europa e nel 2019 rappresenterà solo una caricatura del ruolo assegnatole per quell'anno di "Capitale europea della Cultura". Salvatore Settis, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali, (dimessosi nel 2009) ed estensore del Codice dei Beni culturali e del paesaggio, richiamando la Costituzione della Repubblica in particolare l'art.9 " La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della Nazione.", ricorda come pochi Stati abbiano dato a questo principio un rango costituzionale, ma denuncia che " Malgrado si sia data le leggi migliori del mondo, oggi l'Italia maltratta l'arte ed è stranamente diventata un Paese ignorante e regredito dove prevalgono l'incultura e l'indifferenza verso la devastazione del paesaggio e dell'ambiente" Se Salvatore Settis fosse nominato Ministro per i Beni culturali potremmo scrivere un nuovo capitolo per il rilancio della cultura in Italia. Rossana Bettinelli, Rappresentante di Italia Nostra in Europa Nostra in data:26042013
Il Bel Paese senza il Ministero per i Beni Culturali?
Il Ministero dei Beni Culturali è stato oggetto di critiche per la sua inefficienza e la scarsa attenzione dedicata alla cultura. Da quando è stato istituito nel 1974, il ministero è stato sottoposto a varie "ristrutturazioni" che ne hanno ridotto l'efficienza. I Ministri hanno spesso avuto competenze più politiche che tecniche, e i Soprintendenti di presidi territoriali hanno scarsissime risorse. La tutela del paesaggio è stata particolarmente negletta. L'Italia ha uno degli investimenti più bassi in cultura in Europa, rappresentando solo lo 0,19% del bilancio statale.
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