Si.Pi. È destinato a segnare lo sbarco della multiutility emiliana Hera in Toscana, ma servirà ancora tempo e pazienza prima di veder realizzato il termovalorizzatore della piana fiorentina, nel comune di Sesto Fiorentino. A tre anni dalla decisione di dar vita all'impianto, indispensabile per rendere l'area autosufficiente nello smaltimento dei rifiuti, la newco Q.tHermo (60 Quadrifoglio, l'azienda pubblica locale dei rifiuti, 40 gruppo Hera), incaricata di realizzare e gestire l'opera, ha presentato alla Provincia di Firenze la richiesta di autorizzazione unica ambientale, che racchiude 16 tra autorizzazioni, pareri, nulla osta e concessioni propedeutici alla partenza dei lavori: a rilasciarli saranno 16 diversi uffici di dieci enti diversi, tra cui - oltre alla Provincia - Soprintendenza, Agenzia regionale per l'ambiente, Asl, Gestore del servizio idrico, vigili del fuoco, Terna e Comune di Sesto Fiorentino. Q.tHermo si dice pronta ad avviare l'investimento che alla fine toccherà i 130 milioni: «Siamo a uno snodo importante dell'iter - afferma il presidente di Quadrifoglio, Giorgio Moretti - adesso attendiamo l'autorizzazione che prevede tempi di rilascio di circa sei mesi. Noi abbiamo già sottoscritto i contratti di fornitura e siamo pronti ad aprire il cantiere, che durerà 700 giorni». La spinta ai lavori si spiega con il travaglio vissuto da Q.tHermo nelle settimane scorse, quando la Provincia ha ipotizzato di attivare due distinte procedure, relative alla valutazione di impatto ambientale (Via) e alla autorizzazione integrata ambientale (Aia). Una gran perdita di tempo, secondo la società dei rifiuti, che avrebbe comportato per ben due volte, in sostanza, le stesse pubblicazioni su gazzette ufficiali, giornali e albi pretori; la convocazione di assemblee pubbliche nei tre Comuni interessati dalla localizzazione dell'impianto; il raddoppio delle stesse osservazioni degli oppositori, e dunque anche dei potenziali ricorsi al Tar da parte dei comitati contrari all'impianto. E i rischi di allungare i tempi autorizzativi non sono finiti, perché il Comune di Sesto che "ospiterà" il termovalorizzatore da mesi ha sospeso qualsiasi procedura legata alla sua realizzazione, per protesta contro il progetto di nuova pista dell'aeroporto fiorentino. «Abbiamo deciso che le norme non possono servire per fermare il Paese - dicono a Q.tHermo - e abbiamo depositato la domanda di autorizzazione unica». Se, come si augura la società, il via libera arriverà entro l'anno, l'opera potrebbe essere conclusa nel 2015, per poi entrare a regime - dopo la fase di avviamento - tra il 2016 e il 2017. E pensare che l'impianto fiorentino di Case Passerini - uno degli ultimi progetti di Gae Aulenti, capace di trattare 400 tonnellate di rifiuti al giorno e di produrre energia elettrica pari al consumo annuale di 40mila famiglie (125 GWh) - era stato inserito nel piano provinciale dei rifiuti nel 2000; se riuscirà a entrare in funzione nel 2016, saranno passati "solo" 16 anni.
FIRENZE Il termovalorizzatore segna il passo
Q.tHermo, società dei rifiuti emiliana Hera, ha presentato alla Provincia di Firenze la richiesta di autorizzazione unica ambientale per il termovalorizzatore della piana fiorentina. La società ha sottoscritto i contratti di fornitura e si prepara ad aprire il cantiere, che dovrebbe durare 700 giorni. La procedura è stata lunga e complessa, con due procedure separate per la valutazione di impatto ambientale e l'autorizzazione integrata ambientale. Il Comune di Sesto Fiorentino ha sospeso le procedure per protesta contro il progetto di nuova pista dell'aeroporto fiorentino. Se la richiesta viene autorizzata, l'opera potrebbe essere conclusa nel 2015 e entrare a regime tra il 2016 e il 2017.
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