Dubbi sui lavori effettuati nella dimora di Cala Feola acquistata dal giornalista. Per ora non ci sono indagati La casa di Bruno Vespa sulle rocce di PonzaLa casa di Bruno Vespa sulle rocce di Ponza La posizione è tra le più invidiabili: Cala Feola, con le finestre che si aprono su Palmarola, le piscine naturali a pochi metri. Qui, sull'isola di Ponza, si trova la casa di Bruno Vespa, tanto bella da fare forse invidia, tanto ammirata ma non perfetta. PRESUNTI ABUSI - Dal momento dell'acquisto, nel 1999, la dimora ponzese del noto giornalista ha avuto bisogno di qualche intervento: così Vespa avrebbe chiesto un cambio di destinazione d'uso per due grotte originariamente accatastate come deposito, mentre una piscina risulterebbe sulla carta come una vasca di accumulo per le acque a servizio dei mezzi antincendio aerei. Questo invaso ha trovato il via libera da parte di Comune e Soprintendenza, mentre la Regione Lazio aveva negato l'autorizzazione. FORESTALE IN COMUNE - Tante presunte incongruità, unite ad un esposto, hanno spinto la procura della Repubblica ad aprire un'indagine. Al momento il pubblico ministero Nunzia D'Elia non ha formulato ipotesi d'accusa, tanto meno ha iscritto qualcuno nel registro degli indagati, ma ha comunque deciso di inviare gli uomini della guardia forestale per acquisire tutte pratiche edilizie ed urbanistiche relative a villa Vespa. ABUSI E VINCOLI - La notizia rimbalzata a caratteri cubitali sui quotidiani locali, se confermata, aggiungerebbe un'altro capitolo del lungo romanzo dell'abusivismo vip consumato nell'arcipelago pontino e in tutte quelle aree del territorio che, ricadenti sotto l'egida del parco nazionale del Circeo, sono costantemente sotto l'assalto del cemento illegale. Michele Marangon