SONA E ora si rischia di dover ricominciare tutto da capo. Nella vicenda che oppone i comuni di Sona (contrario) e quello di Bussolengo (favorevole) sul progetto di un grande parco fotovoltaico portato avanti dalla società dell'imprenditore Giovanni Montresor, una nuova pprescrizione della soprintedenza per i beni architettonici e paesaggistici di Verona riapre una vicenda intricata, fatta di pareri legali e carte bollate che pareva aver avuto la sua ultima puntata giusto un paio di settimane fa, quando il Tar aveva respinto il ricorso del sindaco di Sona contro il parere favorevole della Regione. «Il requisito del pericolo di danno grave e irreparabile è insussistente», avevano scritto i magistrati amministrativi, «in considerazione della facile rimovibilità dei pannelli fotovoltaici dal terreno». Si sta parlando qui di un'area di 630mila metri quadri in località Festara, giusto di fronte al centro commerciale Grande Mela, nell'ambito della corte rurale «San Francesco», il tutto di proprietà di Giovanni «Lolo» Montresor (finito, qualche tempo fa, nel mirino della Guardia di Finanza che gli contesta una maxi-evasione fiscale in quel di Eraclea): il progetto del «Lolo» è, appunto, quello di tappezzare il terreno di pannelli solari, per una potenza di circa 42 Megawatt. Ora, come detto, c'è da mettere a verbale la proposta di «prescrizioni di tutela indiretta» (datato 18 aprile) del soprintendente Gianna Gaudini. Una proposta motivata «dalla necessità di evitare eventuali impropri interventi edificatori che potrebbero deturpare i caratteri peculiari della cornice ambientale», ovvero la seicentesca corte San Francesco (dove lo stesso Montresor risiede) e la proprietà agricola circostante. Messo così è una pietra tombale sul progetto di parco fotovoltaico. I proponenti hanno ora 80 giorni per presentare una memoria, poi sarà la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto a dover prendere una decisione. Nel frattempo la soprintendenza di Verona vieta «in via cautelare» sulle aree libere «qualsiasi edificazione» nonché il mantenimento «a coltura agricola», oltre che di impedire qualsiasi modifica volumetrica ai fabbricati. Ai sindaci di Bussolengo e Sona viene richiesto di «esercitare la necessaria vigilanza affinché non siano intraprese iniziative che possano pregiudicare la salvaguardia del bene in parola e, in particolare, ad inibire o sospendere opere o lavori in contrasto con le prescrizioni». Un dettaglio importante, questo, perché dopo che il Tar non ha concesso la sospensiva dell'autorizzazione richiesta dal Comune di Sona, i proponenti potevano partire coi lavori. Ora no: tutto bloccato.