Riqualificherà le aree dismesse dalle ferrovie BARI Una decisione unanime affida allo studio di Massimiliano e Doriana Fuksas, romani, già impegnati in concorsi di progettazione baresi e pugliesi, il ripensamento delle aree dismesse dalle ferrovie a Bari. Un ripensamento all'insegna del verde e della «rivoluzione gentile». Oggi, alle 12 in Comune, Fuksas stesso, affianco al sindaco Michele Emiliano, spiegherà i dettagli. È stato aggiudicato ieri il concorso che va sotto il nome di «Bari centrale». Alla fase finale erano approdati dieci gruppi di progettisti, guidati da architetti tra i più noti sulla scena mondiale. Subito alle spalle di Fuksas, si sono piazzati lo spagnolo Guillermo Vazquez Consuegra, secondo, i danesi Cobe con Iotti e Pavarani, terzi, Francesco Cellini con Insula architettura, quarti. Tutti i progetti saranno esposti nel foyer del teatro Margherita da domani pomeriggio (inaugurazione alle 18) e fino all'8 maggio. Ieri la giuria, presieduta da Annamaria Curcuruto, dirigente della ripartizione Urbanistica del Comune, ha proclamato il vincitore. «C'è stata la più completa unanimità dice Curcuruto e la scelta è stata molto serena, felice direi». A comunicarla a Fuksas che ha partecipato con sua moglie Doriana, è stato direttamente il sindaco Michele Emiliano. Fuksas è in questo momento impegnato nella realizzazione del centro congressi di Roma e dell'aeroporto di Shenzen in Cina. Ma ha risposto alla chiamata del Comune di Bari, alcuni mesi fa, con entusiasmo e con una sua proposta molto imperniata sul verde. «Molto bella» la definisce l'assessore all'Urbanistica, Elio Sannicandro. Sul suo tavolo da lavoro di Fuksas (e naturalmente degli altri che nove che hanno passato la prima selezione) il bando di concorso internazionale metteva 78 ettari di città, liberati dai binari o da attività di servizio alle ferrovie. Una larga striscia, al centro della città, che inclusa la caserma Rossani. «L'obiettivo del concorso spiega l'assessore Sannicandro è definire una visione di lungo periodo della fascia a cavallo tra la città storica e quella moderna, che ha sempre costituito una discontinuità e una barriera che nel corso dei prossimi anni, si intende iniziare a ricucire». La risposta alla chiamata era stata imponente: 105 studi, molti dei quali spagnoli, nomi importanti ma anche giovani emergenti. «Una rosa rappresentativa della scena culturale europea nel campo della progettazione urbana», sostiene Sannicandro. Di questi 105, dieci hanno passato il primo esame e, dopo un buon numero di sopralluoghi, hanno elaborato il progetto per Bari. I progetti che saranno esposti da stasera nel foyer del Margherita. Un solo barese coinvolto: Carmelo Torre, ingegnere, ha lavorato con il gruppo capeggiato dallo studio Cruz e Ortiz arquitectos, di Siviglia. A spuntarla, però, alla fine è stato una archistar italiana. Fuksas, appunto. Oggi, oltre a Fuksas, Emiliano, Curcuruto e Sannicandro, alla illustrazione del piano parteciperanno l'architetto viennese e componente della giuria Boris Podrecca, il consigliere di amministrazione di Fs Sistemi urbani Carlo De Vito, il presidente delle Fal Matteo Colamussi e il presidente della Ferrotramviaria Enrico Maria Pasquini. L'idea di Fuksas, un'idea di prospettiva com'è naturalmente ogni progetto di urbanizzazione, lascia molti «vuoti», cioè non costruito, a vantaggio del verde. Una direzione che anche il piano urbanistico generale cui il Comune sta dando vita, ha imboccato: ricucire riutilizzando e riducendo al minimo le nuove edificazioni.