NAPOLI Da mesi ormai, da quando il Comune ha sospeso il servizio di guardiania dell'ex Asilo Filangieri, la Biblioteca Concetto Marchesi e l'Archivio Storico del Movimento Operaio, entrambi collocati nello stabile di vico Maffei di proprietà del Comune, sono oggetto di furti reiterati e di atti di vandalismo. Il suo fondatore, Sergio Manes, ha lanciato un appello alle istituzioni perché interrompano lo scempio continuo di uno dei più importanti centri culturali della Campania. La Biblioteca è nata nel 2009 con la collezione privata di Manes, in gran parte dedicata allo studio della filosofia comunista, quando l'amministrazione Iervolino presta una piccola sezione dell'ex Asilo. «Inizialmente», spiega Manes, «pur non godendo di finanziamenti pubblici e potendo contare solo sulle nostre risorse, avevamo almeno la garanzia del servizio di sicurezza e guardiania coperto dalla Napoli Servizi, ma tali servizi sono stati sospesi alcuni mesi dopo l'occupazione dell'edificio ad opera del collettivo La Balena e limitati al solo terzo piano, in cui hanno sede gli uffici della Fondazione Forum delle Culture 2013». Sguarnito di telecamere di sorveglianza, privo di un servizio di sicurezza, l'edificio è stato depredato dai ladri - circa una decina le effrazioni - che oltre a derubare gli stessi uffici del Forum, hanno portato via dalla Biblioteca anche computer e hard disk contenenti il catalogo, libri e alcuni faldoni che raccoglievano importanti documenti relativi all'Archivio Storico del Movimento Operaio (tra cui l'atto costitutivo). L'appello di Manes e sottoscritto da intellettuali ha incontrato la solidarietà di numerose università italiane e straniere e ha indotto alcuni consiglieri del Comune a proporre il ripristino del servizio di sicurezza. Le sorti della Biblioteca - che contiene, peraltro, volumi unici come la collezione delle opere di Lenin in russo - dipendono quindi dalle decisioni dell'amministrazione, alla quale Manes nel suo appello pubblico si rivolge: «Confidiamo che il Sindaco e la Giunta vogliano porre fine alla stessa barbarie che ha colpito in modo altrettanto criminale Città della Scienza e che ogni giorno attacca il patrimonio e il tessuto culturale di questa città, uniche risorse reali per una sua effettiva rinascita».