Giorgio Squinzi amministratore unico Mapei e presidente Confindustria «Renzo, salito per un di que' valichi sul terreno più elevato, vide quella gran macchina del duomo sola sul piano, come se, non di mezzo a una città, ma sorgesse in un deserto; e si fermò su due piedi, dimenticando tutti i suoi guai, a contemplare anche da lontano quell'ottava maraviglia, di cui aveva tanto sentito parlare fin da bambino». Sono parole di grande ammirazione e contemplazione che il Manzoni fa pronunciare a Renzo, le stesse credo che ancora oggi pronuncia colui che viene a Milano e si trova, come Renzo, per la prima volta davanti al Duomo. Mi domando che cosa si fermerebbe a contemplare se oggi, 385 anni dopo, Renzo si trovasse in quello stesso punto di allora. Vedrebbe una splendente Madonnina dominare una Milano che ha una grandissima voglia di crescere e affermarsi, sia in senso fisico grazie a importanti progetti che stanno cambiando il profilo e l'orizzonte della città sia da un punto di vista culturale, esportando le eccellenze del Made in Italy Renzo non lo avrebbe chiamato così! che tutto il mondo ci invidia, dalla moda all'arte, dal design al teatro. Fermo «su due piedi» il Tramaglino potrebbe ascoltare e udire quelle note che, dai molti e famosi teatri milanesi, primo fra tutti la Scala, hanno reso la musica e l'opera italiana conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Renzo vedrebbe una Città di persone che lavorano con grande impegno e dedizione era così già ai suoi tempi e che vivono il proprio mestiere con profonda passione: credo che il senso della Fiera e del mostrare il prodotto di qualsiasi natura esso sia «bello e ben fatto» sia in fondo da sempre nel dna dei milanesi. Oggi come ieri, Renzo si troverebbe davanti a una Milano con difficoltà sociali e di lavoro per molte famiglie, ma la nostra città è sempre stata, ed è ancora oggi, attenta e capace di porgere la mano a chi ha bisogno, penso alle tantissime fondazioni, associazioni e realtà che, in silenzio e tra molti ostacoli, portano sostegno e aiuto concreto. Da quel punto «sul terreno più elevato» il protagonista manzoniano ammirerebbe oggi una Milano, da un lato, proiettata verso l'Europa ambiziosa e pronta a competere su molti campi dall'altra, una città in grado di rappresentare un ponte con il sud dell'Europa e del mondo intero: allungando lo sguardo verso un orizzonte un pò più lontano, Renzo vedrebbe infatti la straordinaria opportunità dell'Expo, un appuntamento col mondo per poter discutere e approfondire il tema dell'alimentazione per il pianeta e mostrare a tutti la storia e le meraviglie di Milano. Sono certo che il Duomo e la nostra città sapranno colpire lo sguardo e l'animo delle migliaia di turisti, che qui arriveranno nel 2015: «quell'ottava maraviglia di cui avranno sentito parlare in giro per il mondo sarà davanti ai loro occhi, emblema ed essenza di grandi valori profondamente radicati a Milano.