Il retroscena Appalti, ricorsi al Tar, norme ambientali: anche a Rho-Pero il grande evento risolto grazie a una corsia d'emergenza QUANDO mancano due anni all'inaugurazione, Expo si affida ai superpoteri. Impossibile, dopo i primi tre anni di impasse, essere frenati da altri ritardi. La salvezza è un commissario unico che avrà forti possibilità di deroga per far marciare i cantieri. L'obiettivo: correre. Tagliare tempi e procedure. E riuscire a presentarsi, il primo maggio del 2015, con tutte le opere previste a Rho-Pero e le infrastrutture collegate. A cominciare da quelle che hanno più bisogno di una spinta: la bretella diretta per il collegamento con i padiglioni, le linee 4 e 5 del metrò, la strada Zara-Expo, i parcheggi. Tutti «interventi di estrema urgenza e necessità », come vengono definiti. È tutto ciò di cui ha bisogno Expo per mettere le ali, quello che Comune e Regione hanno proposto al governo. Chiedendo più di una corsia veloce: una vera e propria autostrada di emergenza. La prima necessità della società di gestione è quella di accorciare i tempi di bandi e gare e, in caso di allarme, affidare i lavori direttamente con quelle che, tecnicamente, si chiamano «procedure negoziate ». È anche un modo per superare eventuali ricorsi al Tar che rischiano di far saltare una tabella di marcia già strettissima. È questo che potrà fare il commissario unico che è la richiesta di Milano potrà contare su delegati e affidare il compito di ambasciatore con i Paesi a un diplomatico. C'è un altro ostacolo, però, che mette a rischio il traguardo del 2015: molti edifici che la società costruirà, ma anche i padiglioni dei Paesi, dopo la chiusura dei cancelli saranno smantellati. Strutture temporanee che si chiede vengano considerate tali (per la legge ordinaria, la definizione riguarda solo ciò che rimane in piedi per meno di 90 giorni). I padiglioni di circa 90 Stati, ad esempio, potranno saltare la valutazione paesaggistica. Secondo le ultime norme ambientali, inoltre, anche queste costruzioni dovrebbero rispettare i dettami del risparmio energetico e dotarsi di pannelli fotovoltaici. Un assurdo, per la spa, che porterebbe anche a un aumento dei costi: considerando soli gli edifici temporanei che costruirà la società, 9 milioni in più, più altri 9 per insonorizzare il tutto. Un'altra deroga richiesta riguarda i terreni di scavo: in teoria, dopo un decreto entrato in vigore a ottobre del 2012, dovrebbero ripartire da capo tutte le indagini per capire cosa sia da bonificare. Proprio ieri, tra l'altro, Expo ha affidato a Fiera (due milioni la commessa) la progettazione dei cosiddetti padiglioni cluster dedicati al caffè o al riso. Allo stesso tempo, Fiera è diventata sponsor dell'Esposizione e fornirà spazi e strutture a Rho, in città e a Roma.