Fabrizio Rasera, presidente dell'Accademia degli Agiati e vicepresidente Mart dal 1998 al 2002 Prende corpo la mobilitazione in favore del Palazzo delle Albere. Sottoscrivono l'appello di Roberto Pancheri (Corriere del Trentino di domenica) anche Luciana de Pretis, capo delegazione Fai per il Trentino, Aldo Galli, professore associato di Storia dell'arte moderna all'università di Trento, Domenica Primerano, vicedirettore del Museo diocesano e Ezio Chini, vicepresidente di Italia Nostra. Oggi pubblichiamo l'intervento di Fabrizio Rasera, presidente dell'Accademia degli Agiati e vicepresidente del Mart dal 1998 al 2002. Concordo con lui sull'opportunità che il Palazzo delle Albere non sia devoluto a ipotesi di uso poco definito o dispersivo, ma che continui piuttosto a svolgere il ruolo di museo d'arte dell'800 e del primo '900, con particolare attenzione alle collezioni trentine. Alle argomentazioni di Pancheri ne aggiungo due di diverso ordine. La prima è l'opportunità di mantenere in Trentino, e in quel luogo prestigioso, un centro di iniziative espositive sulla cultura di un periodo così determinante nella definizione dell'Europa di oggi. È l'età delle libertà e delle nazioni, quella in cui affondano le radici le moderne democrazie. Assegnare (o restituire) all'arte di quell'epoca uno spazio museale proprio non è solo una garanzia di decorosa conservazione e visibilità delle collezioni esistenti, ma anche lo stimolo a un lavoro permanente che guardi a un'eredità storica spesso rimossa. La seconda argomentazione che vorrei vedere rimessa in luce dopo un incomprensibile occultamento è l'opportunità di confermare al Mart il mandato originario di museo radicato in due città, Trento e Rovereto. Sono sempre stato convinto che un museo moderno di questo tipo sia in grado di alimentarne in modo significativo il dinamismo urbano, rafforzando e insieme superando le identità municipali. I musei e le iniziative culturali sono anche questo: possenti fattori di costruzione della rappresentazione e dell'autorappresentazione di una collettività. Anche in questo senso mi pare coerente il riferimento all'800, l'epoca in cui si afferma l'idea stessa di Trentino e nella quale la città di Trento e quella di Rovereto (faticosamente) si modernizzano. Il rango europeo cui il Mart da sempre aspira non è incompatibile, credo, con la valorizzazione delle identità e delle relazioni in un territorio denso di storia come quello in cui si colloca.
Trento. Albere, un tesoro da non disperdere
Fabrizio Rasera, presidente dell'Accademia degli Agiati, sostiene che il Palazzo delle Albere non dovrebbe essere utilizzato in modo dispersivo o poco definito, ma dovrebbe continuare a svolgere il ruolo di museo d'arte dell'800 e del primo '900, con particolare attenzione alle collezioni trentine. Rasera concorda con Roberto Pancheri, che ha scritto un articolo in cui sostiene che il Palazzo delle Albere dovrebbe essere utilizzato per esporre l'arte di quell'epoca.
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