Gamba: «Partecipazione». Paroli: «Rivolgersi ai privati» Qualcosa di nuovo c'è. È la cultura, per la prima volta, a farla da padrona in una campagna elettorale: è lei il tema più dibattuto. Già tre incontri, il quarto ieri. Colpa o meglio «merito» della crisi, delle difficoltà e delle preoccupazioni per il futuro, che fanno guardare alla cultura con qualche attenzione in più? L'interrogativo l'ha posto Tino Bino, un passato di assessore provinciale alla Cultura, che ieri ha coordinato nella sede dell'Aab l'incontro promosso dall'Associazione artisti bresciani con le Fondazioni civiltà bresciana, Clementina Calzari Trebeschi, Luigi Micheletti. Sala piena, persone in piedi, ma quasi esclusivamente facce note, addetti ai lavori o quasi, pochi i giovani. A spiegare che cosa vuole e può fare il Comune un candidato sindaco al debutto, Laura Gamba del Movimento 5 stelle, due ricandidati sindaco, Francesco Onofri di «Piattaforma civica» e il sindaco in carica Adriano Paroli, due delegati, Enzo Longo da Laura Castelletti per «Brescia per passione» e il gallerista e critico Massimo Minini candidato nella Civica delegato dal candidato sindaco del centrosinistra Emilio Del Bono. La parola chiave «è partecipazione» per Laura Gamba che propone un tavolo permanente di confronto tra amministratori e associazioni e per creare spazi per la cultura, avverte che non sono necessari forti investimenti e indica la via di valorizzare l'esistente. Un esempio? Le sedi delle ex circoscrizioni. Auspica una cultura «alta, ma con una dimensione popolare» che può anche essere «volano per l'economia» e valuta come «un'opportunità straordinaria la rete per far conoscere il patrimonio bresciano» Enzo Longo. Minini ricorda «siamo in un'economia di guerra e la cultura può diventare un'opportunità, se i fondi calano le idee devono crescere». Occorre fare i conti con l'esistente, il Mercato dei Grani, l'ex Tribunale, l'ex Crociera che Minini immagina come «una grande torre libraria» che raduni la biblioteca del teatro, gli archivi dispersi. Usare gli spazi vuoti di S. Giulia aggiunge Minini per un museo della fotografia, creare una rete di sistema Bergamo, Brescia, Verona, Mantova tra musei d'arte e storia, di scienze, ma anche i musei privati: Mille Miglia, armi, Diocesano. Per Francesco Onofri occorre razionalizzare le risorse e incentivare la domanda di cultura anche attraverso la formazione di mediatori culturali. «Da sindaco o dall'opposizione farò in modo che i tanti spazi che Brescia ha continuino ad esserci» è l'impegno di Paroli che ha poi ricordato i progetti realizzati: il S. Chiara appena restaurato, la Fondazione del teatro Grande, il riconoscimento Unesco di S. Giulia, l'approvazione del progetto del Castello. «Abbiamo fatto, perché chi ci ha preceduto ha fatto molto sulla cultura. Noi abbiamo fatto la nostra parte». E per il futuro? «A bilancio mancano 32 milioni nella parte corrente». Anche per questo, per il recupero e la gestione degli spazi e dei beni culturali, «bisogna rivolgersi a fondi privati». Come è accaduto con il Cab per Santa Giulia.