Il restauro conservativo delle facciate del Palazzo Borromeo sull'Isola Bella era programmato da tempo. Ma un accadimento improvviso ne ha fatto accelerare la messa in opera. Il 25 agosto dello scorso anno l'intero Golfo Borromeo è stato investito da una micidiale tromba d'aria che ha colpito in modo molto grave non solo la Villa Taranto di Pallanza e la Villa Pallavicino di Stresa ma ha fatto scempio del Palazzo e dei Giardini dell'Isola Bella. In pochi minuti, piante secolari sono state divelte, statue e obelischi abbattuti, balaustre gettate e terra, finestroni mandati in frantumi e una gran quantità di tegole portate via dal vento. Un autentico bollettino di guerra. Vitaliano Borromeo responsabile della gestione delle proprietà di famiglia non s'è perso d'animo, ed è riuscito in soli tre giorni di chiusura a rendere di nuovo agibili al pubblico il palazzo e i giardini dell'isola. Poi, ha programmato i lavori di recupero. Lavori che sono stati messi in campo alla fine della stagione turistica ed effettuati a ritmi molto serrati per tutto l'inverno. Era molto importante che il palazzo fosse pronto e libero dai ponteggi in occasione della nuova stagione 2013. E così è stato. L'impegnativo restauro del Palazzo Borromeo progettato e condotto dall'architetto Salvatore Simonetti sotto la guida di Angela Farruggia (Soprintendenza Beni Architettonici del Piemonte) e di Mario Epifani (Soprintendenza Beni Artistici del Piemonte), e realizzato da Federico Barbieri e dalle imprese Aedes srl e Enzo Tipaldi ha interessato le due grandi facciate rivolte verso Stresa e verso l'Isola dei Pescatori. Trattandosi di facciate realizzate in fasi e tempi diversi (dal 1630 al 1950) è stato necessario fare delle scelte: conservare le preesistenze materiche, specifiche e differenziate per ogni momento costruttivo o cercare l'unitarietà dell'insieme? Si è optato per la seconda scelta. Dopo una prima di fase di ricerca storica, di mappatura del degrado, di indagini stratigrafiche e chimico-fisiche, è stato allestito il cantiere. C'è stata la pulitura di tutte le superfici (intonaci e pietre) effettuata a secco. Gli intonaci ammalorati sono stati rimossi e rifatti come gli originali. Le superfici lapidee in granito rosa di Baveno sono state oggetto di un restauro conservativo. Poi, c'è stata la nuova intonacatura, e il risultato raggiunto è oggi quello dell'unitarietà e continuità delle facciate accordate su un colore chiaro, desunto dall'antica iconografia esistente del palazzo. Costo dell'operazione? «Al restauro delle facciate spiega Vitaliano Borromeo è stato affiancato anche il ripristino dei tetti del palazzo e dei tetti del Borgo. E c'è stato il i lavoro di recupero degli obelischi e delle statue cadute per la tromba d'aria, sul quale stiamo ancora operando. Nel complesso, l'impegno economico per tutto questo è stato superiore a un milione di euro».