A Caltagirone musei chiusi per... distacco forzato dell'energia elettrica e non solo. Questo il caso del Museo civico, ex carcere borbonico di via Roma, il cui portone d'ingresso è off limits da almeno due mesi. Situazione quasi analoga per il Museo dei presepi di Caltagirone, ospitato nell'ex sede della biblioteca comunale del crocevia San Luigi, anche se, in questo caso, la chiusura non è addebitabile all'interruzione della corrente elettrica, bensì alla chiusura stagionale. Il museo dei presepi riaprirà i battenti il prossimo ottobre. La lunga lista nera dei contenitori culturali chiusi al pubblico include anche il museo dell'ex Fornace Hoffman, ancora alla ricerca di un'identità e, forse, di una migliore collocazione culturale. Situazione diversa per i musei di Villa Patti e per la Galleria d'arte contemporanea dell'ex Ospedale delle donne, i soli a resistere con aperture a singhiozzo. La gestione del patrimonio culturale è quindi improvvisamente entrata nel vortice di una polemica sollevata dagli esponenti dell'associazione culturale Zenobia, che hanno puntato i riflettori sul neonato contenitore culturale, che è Palazzo Libertini San Marco, recentemente ristrutturato, inaugurato, ma da circa un anno chiuso. L'associazione ha sollevato all'Amministrazione comunale l'esigenza di attuare un programma volto alla valorizzazione e al recupero funzionale di tutti i contenitori culturali. «Servono strategie mirate - dice Franco Sagone, presidente di Zenobia - per rilanciare il nostro patrimonio culturale. Assistiamo, invece, all'assenza di una politica gestionale dei musei. Il Museo Hoffman, ad esempio, chiuso da mesi, è alla mercè di atti vandalici. Il sito, fra l'altro, è una delle porte della città e potrebbe assolvere a funzioni più importanti, rispetto a quelle di area parcheggio dei bus, per il cui fine è stato sinora utilizzato». Dal fronte delle istituzioni comunali giunge la risposta dell'assessore comunale ai Beni culturali, Bruno Rampulla. «Voglio precisare - dice l'esponente della Giunta - che la chiusura del Museo del presepe è dovuta alla stagionalità. Nel caso dell'ex carcere borbonico stiamo già provvedendo a pagare la fattura, per consentire il riallacciamento della corrente elettrica. Stiamo pagando, purtroppo, i postumi di una difficile crisi economica, con le casse comunali ridotte al lumicino. Nell'ottica di un auspicato programma di rilancio stiamo partecipando a due diversi bandi - quello del Sud-est Val di Noto e del Centro Sicilia della Venere di Morgantina - per intercettare nuovi finanziamenti, attraverso i quali potremo rilanciare il nostro patrimonio culturale». E' pur vero che a Caltagirone ci sono troppi musei, rispetto le potenzialità turistiche della città. Il rapporto tra flussi intercettati e contenitori culturali, è sicuramente impari, perché la presenza di tutti questi musei dovrebbe essere giustificata da almeno 500 visitatori al giorno. Questi numeri sono assai distanti dalla realtà, quindi si potrebbe pensare ad accorparne alcuni per contenere i costi di gestione. GIANFRANCO POLIZZI 22042013