Oltre 2 mila opere tolte dai vecchi imballi di carta da pacco o di giornale. «Nudi» d'autore: dal Piccio a Pelizza da Volpedo C'è anche il progetto della «nuova» Carrara di Leopoldo Pollack, datato 1804 Il Cupido del Guercino conservato all'Accademia Carrara di BergamoIl Cupido del Guercino conservato all'Accademia Carrara di Bergamo Se l'Accademia Carrara non fosse stata oggetto dell'imponente ristrutturazione che, dal 2008, l'ha rivoltata come un calzino dalle fondamenta alla soffitta, probabilmente dell'incredibile patrimonio di disegni antichi conservati nel palazzo si sarebbe continuato a sapere abbastanza poco. Una conoscenza parziale, di circa 400 opere, pubblicate in vari studi o piccole mostre, realizzate principalmente da Ugo Ruggeri, Carlo Ludovico Ragghianti e Francesco Rossi, che non ha mai dato l'idea della consistenza della totalità, ora accertata, di 2.670 disegni. Dagli anfratti è emersa una specie di «isola del tesoro» capace di riservare straordinarie scoperte come uno «studio di nudo di giovane uomo» di Giovanni Carnovali, detto il Piccio realizzato quando, appena sedicenne, l'artista frequentava l'Accademia, già rivelando un indiscusso talento. Un inedito assoluto. Così come lo «studio di testa», un disegno anonimo che, scartato dall'imballo in carta da pacco in cui era avvolto da secoli, grazie alla paziente identificazione del conservatore dell'Accademia, Giovanni Valagussa, ha ora un autore. Si tratta di quel Carlo Ceresa che, nel 1600, era diventato una celebrità, anche grazie a quei ritratti che lo stesso conte Carrara sottolineava essere così perfetti da poter essere scambiati per la persona nella realtà. In questi anni, parallelamente ai lavori edili del palazzo, sono stati eseguiti altri «interventi» restaurativi e conservativi non meno importanti. Nel caso specifico, i disegni sono stati tolti dai vecchi imballi di carta da pacco o di giornale e sistemati in buste singole di cartoncino anti acido. Sono stati spolverati singolarmente e restaurati nelle urgenze più immediate; pieghe, angoli staccati, brandelli vari, oppure pezzi di nastro adesivo o di biadesivo, colle varie, rappezzi malamente appiccicati e ancora montaggi in passepartout realizzati con materiali non adatti, come cartoncini colorati o acidi. Il lavoro, durato parecchi mesi, è stato condotto da Laura Chignoli, restauratrice (Studio Carta, di Gussago, Brescia), sotto le direttive del conservatore Valagussa e con la supervisione di Amalia Pacia della Soprintendenza di Milano. Dopo questo poderoso restyling, le buste, perfettamente sistemate ed ordinate, «riposano» dentro apposite cassettiere metalliche. In quest'opera di recupero e di catalogazione dei disegni sono stati ricompresi altri 150 fogli che avevano una inventariazione incerta, dal momento che non erano mai stati numerati in un'unica sequenza o non erano mai stati numerati del tutto. Oltre un terzo di questo segmento conservativo, fino ad oggi quasi totalmente ignorato, è costituito dagli 800 disegni degli allievi dell'Accademia: sono studi di nudi oppure di parti anatomiche come mani, piedi, braccia, teste. La scritta «per la scuola» su molti fogli, così come su molte stampe, dimostra l'uso didattico che se ne faceva nell'Ottocento. Erano, per usare termini più informali, delle «prove d'artista», esercizi e «compiti» degli allievi illustri come nel caso del Piccio o di Giacomo Trecourt, il cui «studio di nudo» scoperto rappresenta, a sua volta, un inedito. Altro «studio di nudo» particolare è quello di Giuseppe Pellizza da Volpedo che, per un anno, fu allievo «esterno» della scuola di pittura ai tempi in cui il direttore era Cesare Tallone, intorno al 1885. Si tratta dell'unico disegno del Pellizza rimasto in Accademia Carrara dove peraltro si annovera il notissimo «Ricordo di un dolore». Si conosce una strepitosa fotografia che ritrae il pittore piemontese, proprio nel cortile antistante l'Accademia Carrara, con una specie di cappotto e il cappello, mentre cammina in avanti verso la macchina da presa, affiancato da altri suoi compagni di studi. Una prima evidente idea di studio iconografico, da cui poi sarà elaborato il celeberrimo «Quarto stato», allegoria del mondo del lavoro subordinato e delle sue battaglie politico-sindacali. Tra le più interessanti curiosità anche il disegno, datato 1804, che riporta il progetto architettonico della nuova Accademia Carrara. All'elaborato di Leopoldo Pollack, noto architetto, fu preferito quello di Simone Elia. Come nella miglior tradizione artistica, l'allievo aveva superato il maestro.
BERGAMO - La Carrara mai vista Disegni e prove d'artista. Il tesoro sotto la polvere
L'Accademia Carrara di Bergamo ha subito una ristrutturazione imponente dal 2008, che ha rivelato un patrimonio di disegni antichi di circa 2.670 opere. I disegni sono stati recuperati dai vecchi imballi di carta da pacco o di giornale e sistemati in buste singole di cartoncino anti-acido. Il lavoro di restauro e catalogazione è stato condotto da Laura Chignoli e supervisionato dal conservatore Giovanni Valagussa. Tra le scoperte più interessanti ci sono studi di nudo di giovani artisti, come il Piccio, e disegni anonimi di artisti famosi come Carlo Ceresa.
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