Il sindaco parla a Lira Tv sulle vicende giudiziarie legate all'opera pubblica e sull'avviso di garanzia che ha ricevuto Dalla consueta tribuna televisiva in onda su LiraTv, Vincenzo De Luca che oramai spazia anche su temi internazionali, analizzando le bombe scoppiate a Boston, senza dimenticare qualche picconata al Pd sull'elezione del Presidente della Repubblica e le critiche a Renzi e a Grillo si è lasciato andare a qualche considerazione sulle vicissitudini giudiziarie del Crescent e di piazza della Libertà. Che lo hanno visto destinatario anche di un avviso di garanzia. L'occasione è la ripresa dei lavori a pieno regime, lunedì prossimo, al cantiere della Stazione Marittima. «Tutto quello che stiamo facendo a Salerno è per far diventare la città il fulcro di un distretto turistico di livello mondiale, tra la costiera cilentana e quella amalfitana, tra l'area archeologica di Paestum e Pompei - ha detto il sindaco - è bizzarro che noi vogliamo promuovere il turismo - evitando di far scendere la gente alle Chiancarelle, tra le erbacce, i capannoni cadenti e i depositi di rifiuti vari e c'è chi continua a fare ricorsi ed esposti alla magistratura. Salerno ha convissuto per decenni con questo degrado ma Italia Nostra non faceva nessun comunicato». LE ACCUSE - «Noi abbiamo osato immaginare una città diversa, ma questo in Italia sembra un delitto - rilancia De Luca - c'è chi butta il sangue per fare delle cose e chi si diverse a fare ricorsi alla magistratura e al Tar. Così dobbiamo affrontare indagini, contro indagini, palle e pippe varie. Se vuoi stare tranquillo in Italia non devi fare niente, come succede al palazzo ex Inail. Non hanno la dignità personale neanche di fare l'intonaco. Ma qui non c'è nessun comunicato. La vocazione è la monnezza per qualche settore della società civile e dell'informazione. Stiamo lavorando per dare una identità internazionale, turistica ed europea a Salerno che prima non l'aveva neanche sulla cartina geografica. Si conservava solo monnezza e baracche». COME IN EUROPA De Luca rilancia il criterio di città europea. «Potevamo scegliere di avere la vita tranquilla - conclude il sidnaco - invece abbiamo avuto la follia di fare a Salerno quello che fanno a Barcellona, Berlino, Valencia. Ci sono state due iniziative giudiziarie che riguardano il Demanio, di diversi anni fa. Enti pubblici che si impegnano a realizzare un'opera pubblica. Chiariremo come è andato tutto. Poi c'è un altro filone che riguarda la Soprintendenza e il vincolo paesaggistico. Siamo costretti a fare percorso di guerra per aver osato, avuto il coraggio di sognare una città bella, riqualificata, ricca di turismo e dignità. Ci vuole pazienza».