«I GRANDI progetti per la trasformazione urbana, che attendono solo di partire, potrebbero non solo cambiare decisamente in meglio il volto della città, ma sarebbero in grado di attivare un circuito economico e occupazionale enorme». Con questo sprone Sergio Sciarelli, presidente dell' Accademia di belle arti, ha aperto ieri il dibattito del "Sabato delle idee". L' iniziativa, organizzata come sempre da Suor Orsola Benincasae Fondazione Sdn, era convocata stavolta proprio sul tema dei 21 grandi progetti urbanistici ancora irrealizzati. Un pacchetto che vale almeno 4 miliardi, capace di generare un moltiplicatore di 8 miliardi, e 60 mila posti di lavoro. E che ha ricevuto il viatico anche del presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino: «Non sono più procrastinabili iniziative che inneschino percorsi di crescita e di incremento del Pil, idonee a far fronte alle gravi conseguenze economiche e sociali della crisi». In sala, presso il Suor Orsola Benincasa, c' era anche Antonio D' Amato, ex presidente di Confindustria: «A Napoli - dice D' Amato l' iniziativa dei privati c' è, ed è ricca di progetti, ma manca tutto il resto. C' è bisogno di tempi certi e di rispetto istituzionale, affinché i progetti si possano tradurre nel concreto e possano creare occupazione vera. Rimandare lo sviluppo è sempre una scelta grave. Rimandarlo a Napoli, che ha un disperato bisogno di lavoro e di riqualificazione urbana e sociale, è assolutamente inaccettabile». C' è stato anche un parere contrario, stavolta del direttore dell' Accademia delle belle arti, Giovanna Cassese: «Grandi progetti? Io penserei piuttostoa piccoli progetti, anche di quartiere, per rendere più vivibile la città e combattere il degrado». Secondo la storica dell' arte «discutere può essere utile, ma sarebbe meglio procederea piccoli passi. Ci siamo battuti per anni per il recupero della Galleria Principe di Napoli, che adesso si è trasformata in campo di calcio. La zona intorno all' Accademia potrebbe diventare la nostra Covent Garden, un quartiere per artisti, librai, con al centro un Museo Archeologico unico al mondo. Invece, domina il degrado».