Parco archeologico Valle delle Aci il Pd acese "sollecita" la Regione «La proposta è coerente ai criteri delle linee guida. Si evitino lottizzazioni nelle aree di interesse naturalistico e paesaggistico e nelle aree archeologiche» Il circolo acese del Partito Democratico riapre la questione del Parco archeologicO e paesaggistico della Valle delle Aci. Lo fa con un documento con cui chiede che il nuovo assessore regionale ai Beni Culturali riveda le direttive sin qui impartite e favorisca l'istituzione del Parco, riconsiderando la proposta (perimetrazione e schema di regolamento per la gestione) avanzata lo scorso anno dalla Soprintendenza di Catania. Ciò in conformità alle nuove linee guida nazionali per la costituzione e valorizzazione dei parchi archeologici adottate con decreto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del 18 aprile 2012. Il timore del Pd è che il blocco imposto al progetto, in mancanza di provvedimenti di tutela degli ambiti territoriali interessati, «apra di fatto le porte ad interventi di lottizzazione in alcune aree sede di ritrovamenti archeologici e in aree di grande interesse paesaggistico e naturalistico». «La proposta del "Parco archeologicO e paesaggistico della Valle dell'Aci" - afferma il Pd - è coerente ai criteri dettati dalle dette linee guida che, in relazione alla natura, consistenza, tipologia e stato di conservazione dei resti, individuano due categorie di Parchi: "a perimetrazione unitaria" e "a rete", nei casi in cui aree archeologiche, non necessariamente contigue, siano concettualmente riunificate e rese coerenti da uno specifico progetto culturale». In tal senso gli ambiti interessati dalla perimetrazione del Parco Valle dell'Aci proposta dalla Soprintendenza di Catania, oltre a ricomprendere le aree archeologiche (S. Venera al Pozzo, Torre di Casalotto, Tempio di Capo Mulini ed area del monte Gazzena, area di Casalrosato) consentono di integrare in un unico disegno di fruizione importanti emergenze culturali (le vestigia delle Terme romane), paesaggistiche (la Via dei Mulini ed il promontorio di Capomulini), architettoniche e storiche (il sistema costiero di difesa con la Torre S. Anna, il Castello di Aci e le torrette di avvistamento), naturalistico-ambientali quali la Riserva della Timpa e quella marina dell'Isola Lachea. «In conformità al contenuto delle linee guida - conclude il Pd - il parco archeologicO e paesaggistico può assumere dunque anche la valenza di parco naturalistico e di corridoio ecologico in un contesto di territorio più ampio nel quale vengono individuati percorsi ed itinerari che coniugano in un progetto di fruizione tutti gli ambiti interessati». Antonio Carreca 20042013