OGGI è il Natale di Roma. Il 21 aprile del 753 a.C.è stato infatti il giorno della fondazione di Roma, secondo lo storico Marco Terenzio Varrone, vissuto nel primo secolo a.C. La data è adottata anche dagli storici successivi in riferimento "ab Urbe condita", ovvero "dalla fondazione dell'Urbe", là dove l'Urbe è il nome proprio della città per eccellenza, mentre misterioso resta il nome Roma. Per lo scrittore Onorato Servio, vissuto nel v secolo, Roma significherebbe "la città del fiume", ma potrebbe derivare dal "ficus ruminalis" fiorente a fronte del fiume Albula, poi detto Tevere, oppure dall'etrusco "ruma" che significa "mammella", in riferimento alla lupa che allattò Romolo e Remo. Questi sono i due gemelli abbandonati alla nascita sulla riva sinistra del fiume, ma allattati appunto da una lupa in una grotta, il cosiddetto Lupercale, tornato alla luce il 20 novembre 2007. Perché il riferimento ai gemelli è comunque indiscutibile, con il rito della contesa tra i due per la fondazione della città, basata su chi riuscisse a vedere il maggior numero di avvoltoi in volo, come riferisce lo storico romano Tito Livio, e nella quale ebbe la meglio Romolo. La cronaca del 21 aprile ci presenta Romolo che traccia il "solco primordiale" e nei giorni seguenti prosegue la fondazione, determinando il cosiddetto "pomerium", la striscia perimetrale di terreno all'esterno del "solco", fino a costituire un vero e proprio muro dalla base del colle Palatino, circondato dagli altri sei colli Celio, Esquilino, Aventino, Campidoglio, Quirinale e Viminale. Secondo lo storico Cornelio Tacito il muro andava dall'Ara Maxima di Ercole (nell'attuale zona della Bocca della Verità) all'Ara Consi, un altare consacrato al dio dei granai Conso nel lato meridionale dell'area dove è sorto poi il Circo Massimo; da qui il muro proseguiva verso la zona dove è l'Arco di Costantino, per chiudersi presso il Tempio di Vesta nel Foro Romano. I ritrovamenti archeologici eseguiti dal professor Andrea Carandini tra il 1984 e il 2005, illustrati nel suo libro La leggenda di Roma, pubblicato nel 2006, costituiscono un documento fondamentale per rievocare la fondazione. Essi hanno confermato l'anno, se non il giorno preciso, in relazione agli insediamenti alle falde del Palatino, dove appunto è stato tracciato il solco della città "quadrata". In particolare, al di sotto di un muro, è venuto alla luce un fossato con tre vasi e due frammenti di fibule di bronzo, databili alla seconda metà del secolo VIII a.C.; potrebbero essere stati collocati lì durante i riti connessi proprio con la costruzione del muro più antico. O, come diremmo oggi, in occasione della posa della prima pietra. Inoltre, accanto al santuario di Vesta nel Foro Romano, a noi giunto nella ricostruzione dei primi del III secolo d.C., è stato scoperto, come ha precisato Carandini, «alla quota di 6-7 metri un ambiente di 345 metri quadrati, un cortile di 240 metri quadrati drenato da una canaletta e 105 coperti; un locale così grande in quel punto non può non essere il palazzo reale. È durato almeno fino al 64 d.C., che vuol dire quasi otto secoli, perché dopo i re è divenuto la dimora del Rex sacrorum, il capo spirituale, e ha resistito anche in età repubblicana fino al primo impero». E ancora: «Più ad ovest è venuta alla luce una grande capanna ovale, lunga 12 metri, con due focolari agli apici e uno al centro, i piani di cottura e i rispostigli per i cereali. Era la casa delle Vestali». E infine, ecco la pavimentazione a 8 metri sul livello del mare, fatta di ghiaia e ciottoli, da identificare nell'originario pavimento del Foro, anteriore di circa un secolo a quello risalente al VII secolo a.C. e che finora veniva considerato l'unico esistente; è il Foro creato come luogo di mercato e di riunione della popolazione. Tutto questo, secondo le parole del grande archeologo, «ci consente di leggere in chiave unitaria la fondazione di Roma e convergere sulla stessa data dell'VIII secolo a.C.»; che tradizionalmente è appunto il 21 aprile del 753 a.C.