PER studiare quegli ex voto unici al mondo sono arrivati persino dal Louvre. Perché il "tesoro" rinvenuto nella stipe votiva di Pantanacci a Lanuvio - salvata l' estate scorsa dal saccheggio dei tombaroli grazie a un' operazione della Guardia di finanza e oggetto per tutto l' inverno di una campagna di scavo della Soprintendenza ai Beni archeologici del Lazio e della Sapienza - ha rivelato reperti senza eguali. Fra le migliaia di statuette di parti anatomiche datate fra il IV e il II secolo a.C. trovate nella grotta, probabilmente collegata al vicino santuario di Giunone Sospita (la Salvatrice), spicca infatti una tipologia inedita di ex voto: le riproduzioni di cavi orali, offerte alla divinità forse per propiziare la guarigione dalla difterite. Il ricchissimo nucleo di reperti, di cui finora era visibile solo una piccola parte (una quarantina di esemplari, custoditi fra il Museo civico di Lanuvio e il Museo della navi romane di Nemi), sarà svelato il prossimo 24 maggio, alla presenza della soprintendente Elena Calandra. Per l' occasione, una sala del borgo medievale di Pantanacci si trasformerà in un piccolo museo e ospiterà l' esposizione di circa 250 reperti, immersi nella sabbia per riprodurre agli occhi del pubblico il momento della scoperta. «Saranno mostrati per la prima volta ex voto che hanno attratto l' attenzione degli archeologi di tutto il mondo. Come i poliviscerali, statuette che riproducono gli organi interni, recentemente messe a confronto da studiosi del Louvre con il celebre esemplare ritrovato a Canino e custodito a Parigi» spiega Luca Attenni, direttore del museo di Lanuvio, che ha curato lo scavo finanziato dal Comune insieme all' archeologo Fausto Zevi per la Sapienza e a Giuseppina Ghini per la Soprintendenza. «Il progetto - prosegue Attenni - è di creare un museo itinerante che valorizzi le scoperte sul territorio». Un work in progress, visto che l' area della stipe è tutt' ora oggetto di ricerca: si stanno analizzando le acque che sgorgano all' interno della grotta, per svelarne le proprietà terapeutiche e ricostruirne la funzione nel culto. Allo studio anche la composizione del terreno contenuto nelle olle decorate rinvenute nella cavità: «Speriamo di trovare dei semi che ci aiutino a ricostruire i riti che venivano celebrati, visto che abbiamo trovato tracce di bruciato sulle pareti della grotta». Per svelare al pubblico l' area archeologica immersa nei boschi, che sorge in un terreno privato, il 26 maggio una visita guidata straordinaria permetterà agli appassionati di esplorare la stipe di Pantanacci e gli scavi del vicino santuario di Giunone Sospita, a cui probabilmente era collegata. «Recentemente è stata restaurata una sezione del magnifico portico del santuarioe ora si sta riscavando nell' area ovest, quella di Villa Sforza Cesarini, alla ricerca di nuove strutture non individuate durante gli scavi inglesi dell' Ottocento» sottolinea Attenni.
ROMA - Lanuvio, un museo itinerante per gli ex voto
Un esempio unico di ex voto rinvenuto nella stipe votiva di Pantanacci a Lanuvio è stato scoperto grazie a un'operazione della Guardia di finanza. Il tesoro, che include migliaia di statuette di parti anatomiche, è stato trovato nella grotta, probabilmente collegata al vicino santuario di Giunone Sospita. Tra i reperti, spicca una tipologia inedita di ex voto: le riproduzioni di cavi orali, offerte alla divinità per propiziare la guarigione dalla difterite. Il ricchissimo nucleo di reperti sarà esposto il 24 maggio in una sala del borgo medievale di Pantanacci, insieme a circa 250 reperti altri.
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