«SEI anni fa a NauticSud ho presentato un progetto di rifacimento del waterfront molto simile a quello che oggi vediamo sul lungomare con le regate. Peccato che è la brutta copia dello studio di allora». Lino Ferrara, presidente dell'Unione nazionale armatori da diporto, interviene sull'idea del sindaco Luigi de Magistris di realizzare un Village estivo su via Caracciolo, dopo le competizioni. Ferrara, è giusto lasciare il Village sul lungomare? «In teoria sì, si è capito finalmente che con gli eventi nautici si fa turismo e si porta economia alla città. Non è giusto però lasciare il Village così com'è. È una bruttura infinita, non serve a niente, deturpa l'ambiente e va contro i vincoli paesistici che insistono su quella zona. Come si esprimerà la soprintendenza in proposito?». Cosa serve allora per rendere migliore quest'idea? «Servono infrastrutture, bisogna metterea sistema il polmone verde della Villa comunale con il mare ma non si deve interrompere il collegamento viario. Il mio progetto, elaborato dallo studio europeo Ambrosetti, prevedeva un solo tratto di pedonalizzazione, da piazza della Repubblica a piazza Vittoria ma per renderlo possibile servono parcheggi. Allora i politici, dal presidente Caldoro all'assessore Taglialatela, furono entusiasti. Così come è stata fatta la pedonalizzazione, invece, ha ingolfato di traffico Riviera di Chiaia». In questi giorni la città è stata paralizzata dal traffico, mentre a migliaia assistevano alle regate. Ne è valsa la pena o è un prezzo troppo alto pagato dalla città? «Abbiamo avuto la fortuna che questo sindaco ha voluto portare a Napoli le regate, è innegabile che le foto delle vele nel nostro golfo sono uno spettacolo incantevole e hanno attirato turismo. Ma non si può mettere in ginocchio una città di un milione di abitanti per 50 mila spettatori. L'evento doveva coesistere con le giuste infrastrutture». Quali? «Innanzitutto un porto. I bravissimi velisti dell'America's Cup torneranno in patria ridendo perché nella bella Napoli non hanno visto un porto. Se si è dato rilievo ad un evento nautico, non è riempiendo gli alberghi per due giorni che si risolve il problema. Come si può pensare di dotarsi di eventi legati al mare senza una struttura portuale?». Si poteva fare di più, in questo senso? «Si doveva fare di più. Abbiamo speso 22 milioni ma alla fine cosa è rimasto alla città?».