È una delle chiese più suggestive della città, ma sta sprofondando ed è stata chiusa nel gennaio del 2012. Finora sono stati spesi 350mila euro La chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno si trova sul Lungarno, nell'omonima piazza, ed è conosciuta anche come il Duomo vecchio. Sul retro c'è la cappella di Sant'Agata. Annoverata tra i capolavori del romanico pisano venne fondata verso il 925 ed è attestata dal 1032; il convento è documentato dal 1147. Alla metà del XII secolo fu ampliata in forme analoghe al contemporaneo Duomo. Nell'Ottocento furono apportati diversi restauri. L'edificio subì alcuni danneggiamenti durante la seconda guerra mondiale e pertanto fu nuovamente restaurato tra il 1949 ed il 1952. Proprio a seguito degli interventi postbellici furono demoliti gran parte degli edifici che si trovavano in aderenza alla chiesa, presso la cappella di Sant'Agata. di Daniela Salvestroni wPISA «Che tristezza vedere la chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno cadere a pezzi. Possibile che nessuno faccia niente? E i turisti che si fermano cosa penseranno? È una delle chiese più belle e più suggestive di Pisa. Bella cartolina per turisti... Mi fa male vedere questo degrado di una chiesa così bella e di grande valore storico e artistico». Questi sono i commenti di alcuni cittadini pisani su Facebook. La chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno è stata chiusa per motivi di sicurezza nel gennaio 2012 e sono ancora in corso gli studi, il monitoraggio e la messa in sicurezza iniziati nel giugno 2012. Questa fase terminerà entro la fine dell'anno e al momento sono stati spesi 350mila euro. Per i lavori di restauro si parla di 2 milioni di euro, ma i soldi non ci sono. «La messa in sicurezza e gli studi termineranno con la fine dell'anno dichiara il parroco don Luca Volpi La chiesa sta sprofondando e le sue mura stanno ruotando verso il fiume. È necessario quindi monitorare i movimenti e i cambiamenti della situazione nelle varie stagioni dell'anno. A causa della vicinanza al fiume la stabilità degli edifici antichi non è mai semplice. Sono stati spesi 350mila euro grazie al contributo della curia, della parrocchia, dei fedeli e della Fondazione Pisa che si è occupata dei problemi alla viabilità in via San Paolo per la caduta di pietre. Per quanto riguarda i lavori di restauro ho sentito parlare di cifre ancora aleatorie, intorno ai 2 milioni di euro, che al momento nessuno può pagare». «La parrocchia - prosegue don Volpi - non ha più soldi. La questione non dovrebbe riguardare la chiesa soltanto come luogo di culto, ma anche come edificio antico, di pregio artistico, importante per il turismo. Anche la città dovrebbe farsi carico delle spese necessarie per il restauro, sennò non se ne esce. Il sindaco, il vescovo, la soprintendenza e la Fondazione Pisa dovrebbero trovare le risorse insieme». Il monitoraggio della chiesa ha rilevato movimenti minimi. «Gli studi sono iniziati nel giugno scorso e termineranno in ottobre - spiega l'ingegnere Claudio Baraldoni, incaricato delle indagini sull'edificio Oltre ai problemi alla parete sud, dovuti ai materiali utilizzati nel restauro della chiesa nell'immediato dopoguerra, e al tetto, che prevedono notevoli investimenti, stiamo monitorando lo sprofondamento. Non sono stati avvertiti grossi movimenti: la chiesa si è mossa di circa 5 millimetri ma non tutta insieme. Andrà riverificato a luglio, quando la falda si riabbasserà. Per questa fase di indagini mi sono avvalso del laboratorio Legno doc di Prato, del geologo Paolo Pasquini, del laboratorio ufficiale per le esperienze dei materiali da costruzione del dipartimento di ingegneria civile dell'università di Pisa, dei geometri Jacopo Carzoli e Thomas Gagliardi per la parte topografica, dell'architetto Maria Rocchi dell'ufficio tecnico della curia, dei restauratori Federico Gelli e Silvia Bartalucci, dell'archeologo Renato Guerrucci e dell'impresa Gallio». «Per i restauri la cifra necessaria non sarà indifferente: circa 2 milioni di euro - aggiunge Baraldoni - Ma il capitolo dolente è trovare i fondi. Un mese fa è venuta la terza commissione consiliare permanente del Comune con l'assessore alla cultura Silvia Panichi per verificare il dissesto a uno dei monumenti più importanti della città in modo da portare il problema in consiglio comunale». Ma non c'è stato il tempo: «Purtroppo la questione della chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno non è potuta approdare in consiglio comunale afferma il presidente della commissione cultura Luigi Branchitta Non abbiamo fatto in tempo per la fine del mandato. Avevo preparato la documentazione da presentare che riguardava anche lo stato della chiesa di San Francesco. Spero che la prossima commissione ponga tutta l'attenzione che questi casi meritano».
PISA - Per S. Paolo a Ripa d'Arno servono 2 milioni di euro
La chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno, a Pisa, è stata chiusa nel gennaio 2012 a causa di problemi di stabilità e sta sprofondando. I lavori di restauro sono iniziati nel giugno 2012 e sono stati spesi 350mila euro. La chiesa è stata fondata nel 925 e ha subito diversi restauri nel corso degli anni. Il monitoraggio della chiesa ha rilevato movimenti minimi, ma gli studi sono ancora in corso. I lavori di restauro richiedono circa 2 milioni di euro, ma non ci sono fondi disponibili. La parrocchia e la Fondazione Pisa hanno contribuito con 350mila euro, ma non sono in grado di coprire i costi.
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