ALL'OSPDEDALE DI SANTO SPIRITO UN RARO MUSEO SANITARIO E UNA BIBLIOTECA D'ECCEZIONE LA STORIA All'inizio, sembra poco attraente: i commendatori sono tantissimi, perché occuparsi dell'edificio di uno tra loro? Poi, si scopre tuttavia che quello del Santo Spirito era un commendatore affatto particolare: governava l'ospedale più vetusto della capitale, e il suo palazzo conserva infinite singolarità, di cui molti, comprensibilmente attratti dai rutilanti tesori del vicino Vaticano, nemmeno si accorgono. L'ospedale di Santo Spirito affonda le radici nel 727: Ina, re dei Sassoni (da qui il termine «in Sassia») istituisce una «Schola» di accoglienza per i connazionali pellegrini a Roma. Innocenzo III dei conti di Segni lo trae dalle rovine in cui era ridotto nel 1198, e ne fa un nosocomio: la sua parte storica si vede ancora nel rifacimento (1471-78) di Sisto IV Della Rovere. Tra l'ospedale e l'omonima chiesa è il palazzo, voluto nel Cinquecento da Pio V Ghislieri. Contiene, tra l'altro, appartamenti storici con la galleria dei ritratti di chi governava l'ospedale; una preziosa biblioteca lasciatagli nel 1711 da Giovanni Maria Lancisi, che era archiatra dei papi; un museo senza pari in Italia, quello dell'Arte sanitaria; una teoria di quadri e strumenti scientifici che hanno pochi emuli. E un carico di storia ignoto ai più. L'OBLÒ Un ambiente termina con un curioso: inquadra l'immenso Salone Sistino dell'ospedale, che è sotto: da qui, il suo Commendatore controllava il lavoro dei dipendenti. Magari, accanto a due meravigliosi Globi, celeste e terrestre, di Vincenzo Coronelli, il cosmografo della Serenissima che per Luigi XIV, re Sole, ne aveva costruiti due nel 1683: 4,87 metri di diametro, contenevano 30 persone (entravano da una ben dissimulata porticina), ma per farli girare bastava la pressione di un dito. A tre anni dal lascito, nel 1714, apre la Biblioteca Lancisiana, in restauro purtroppo dal 2003: 20mila volumi, di cui 375 manoscritti, 60 incunaboli, duemila Cinquecentine. Nonostante i lavori, gli studiosi possono consultarli. Fino al 1711, la sala di lettura faceva parte della residenza del Commendatore Giorgio Spinola; e qui, Lancisi ha perfino previsto come creare le librerie. Esiste anche una Galleria dei Commendatori, con i ritratti di quanti hanno occupato il ruolo: da Guido di Montpellier (1204 - 08) a Giovanni L'Eltore, in carica fino al 1972; e una discreta collezione di quadri, tra cui un'Incoronazione della Vergine, lunetta parga quasi un metro e larga uno e 70, attribuita a Giovanni Lanfranco (1582 - 1647). MACCHINA DELLA CHINA Il museo dell'Arte sanitaria, che occupa l'area seicentesca dell'ospedale, detta Alessandrina, è un «unicum» in Italia. Esiste dal 1933; ingloba il più antico Museo anatomico; in una decina di sale ha collezioni singolari. C'è la cattedra da cui Lancisi insegnava, accanto a meno inconsuete tavole o cere anatomiche; la ricostruzione di una farmacia del Seicento, ed esempi di malformazioni genetiche; i modellini del Santo Spirito e dell'ospedale di San Giacomo in Augusta, detto degli Incurabili, presentato nell'Ottocento al papa perché lo approvasse. Si procede con un clistere in avorio del Seicento, e le farmacie portatili del secolo successivo; antichi vasi da farmacie; fino a uno straordinario marchingegno del Settecento, che produceva il chinino. Perché Roma era città di malaria. Per questo i papi vogliono il Quirinale: un palazzo più «in collina» che San Pietro e il Laterano; e i turisti, ancora nell'Ottocento, per andare al Colosseo preventivamente si sottoponevano a profilassi. La prima bonifica obbligatoria, nel 1883, toccherà solo i terreni fino a 5 km dal Campidoglio; per arrivate a 10, occorrerà attendere il 1910. Le cosiddette città papali vicine a Roma (Tivoli e Segni, Orvieto e Viterbo, Anagni e Ferentino, Narni, Rieti, ma perfino Perugia) prosperano perché, in estate, la corte papale, forte anche di 600 persone, vi si trasferiva per interi trimestri. Su 19 Papi del Duecento, 11 passano oltre la metà del mandato lontani dall'Urbe; ed alcuni, non ci mettono mai nemmeno il piede. Altri tempi. L'edificio del Commendatore, forse perché appartiene a una Asl, non gode di ottima salute. I restauri attendono; il museo sanitario è aperto due ore al dì, e tre giorni alla settimana. Eppure, lì dentro ci sono tesori che troppi nemmeno immaginano: eccessivamente dimenticati.
ROMA - Il palazzo dei nobili commendatori
L'ospedale di Santo Spirito a Roma è un museo sanitario e una biblioteca d'eccezione. L'edificio, costruito nel Cinquecento, contiene una galleria dei ritratti dei commendatori, una biblioteca con 20mila volumi e un museo dell'Arte sanitaria. Il museo dell'Arte sanitaria è un unicum in Italia e contiene collezioni singolari, tra cui la cattedra di Giovanni Maria Lancisi, la ricostruzione di una farmacia del Seicento e esempi di malformazioni genetiche. L'ospedale ha una storia lunga, che risale al 727, e ha ospitato molti papi e commendatori. Tuttavia, l'edificio non gode di ottima salute e i restauri attendono.
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