LE CHIAMANO invasioni digitali ed è l'ultima moda della cultura ai tempi di Facebook, Twitter, Youtube e Instagram. Funziona così: ci si registra sul sito www. invasionidigitali. it e si battezza un luogo da invadere. Piazze, monumenti, musei o strade. Gli "invasori" vanno sul posto, armati di smartphone, telecamere e macchine fotografiche. Osservano, ascoltano, fotografano e condividono tutto quello che vedono attraverso i social network. L'effetto moltiplicatore è assicurato. Tutto gratis, tutto in Rete, tutto fuori dai circuiti tradizionali. A Bologna si sono già iscritte più di 120 persone. Il primo appuntamento è per domani pomeriggio alla Certosa, dalle 15.30 alle 18. Sempre domani, e sempre alle 15.30, è in programma un'invasione delle torri della città. La settimana prossima toccherà al Museo del Patrimonio Industriale (sabato 27 ore 15.30) e al Museo Civico Archeologico (domenica 28, ore 15.30). L'idea l'ha lanciata a inizio aprile un giovane esperto di marketing e social media, Fabrizio Todisco: organizzare una settimana di invasioni in tutta Italia e costruire una piattaforma attraverso la quale mettere in Rete immagini, informazioni, suggestioni, parole, commenti. Proponendo a tutti i partecipanti di firmare un «manifesto per la liberazione della cultura». Il testo, sottoscritto fino ad ora da 500 persone, recita: «Crediamo in nuove forme di divulgazione del patrimonio artistico non più autoritarie e conservatrici, ma aperte, libere, accoglientie innovative. Crediamo nella partecipazione del visitatore alla creazione della cultura». La risposta della Rete (addetti ai lavorie non) è stata entusiasta: in venti giorni sono state organizzate quasi 300 invasioni da Lodi a Taranto. A Bologna si parte dal cimitero monumentale della Certosa. È tutto gratis, basta solo registrarsi sul sito per avere il permesso di scattare foto e video. A guidare la visita sarà Roberto Martorelli, «guida e cantastorie del Comune di Bologna», spiega l'organizzatrice dell'evento, Antonella Gasparato. Alle torri invece hanno pensato Valentina Castelli e Martina Uras ed il tour è già sold out. Oltre che per la Garisenda e l'Asinelli, passerà per la torre Alberici, l'interno della torre dell'Arengo e della torre Prendiparte e l'esterno della torre Galluzzi. La settimana prossima toccherà a due musei: quello del Patrimonio Industriale e il Civico Archeologico. «In Italia - spiega la Gasparato (che sul sito si presenta come "una che lavora nel, con e per il web") - si assiste a una proliferazione di normative che vietano di fare fotografie e video che sono molto datate rispetto alle nuove tecnologie. Fare foto con gli smartphone non danneggia le opere e offre una possibilità di condivisione straordinaria». E così, nei luoghi della cultura, il vecchio cartello "vietato fotografare" potrebbe lasciare il posto a una nuova insegna: scatta e condividi.
BOLOGNA - L'invasione digitale della Certosa la visita guidata ai tempi di internet
Un'organizzazione online chiamata "invasioni digitali" sta promuovendo un'idea in cui le persone vanno a fotografare e condividere le opere d'arte e monumenti in Italia. Le persone si registrano sul sito www.invasionidigitali.it e scelgono un luogo da invadere. Il primo appuntamento è per domani pomeriggio alla Certosa di Bologna. L'idea è stata lanciata da un giovane esperto di marketing e social media, Fabrizio Todisco, che vuole promuovere nuove forme di divulgazione del patrimonio artistico. Le persone partecipanti firmano un manifesto per la liberazione della cultura e condividono le loro immagini e informazioni sui social network.
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