Il Tar del Lazio ha annullato un bando da oltre 16 milioni di euro per l'appalto di servizi al pubblico del Complesso del Vittoriano. I giudici di primo grado, che per ora hanno emesso solo un dispositivo e spiegheranno nelle motivazioni le ragioni, hanno accolto il ricorso promosso contro il ministero per i Beni e le Attività culturali dalle società Gelmar, Il cigno- Galileo Galilei edizioni di arte e scienza, D'Uva workshop e Prismi editrice politecnica Napoli. La gara era stata indetta dalla direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio e prevedeva «l'affidamento in concessione di marketing, pianificazione attività culturale e comunicazione, accoglienza, informazione, orientamento e vigilanza, realizzazione servizio di noleggio audioguide, visite guidate, progettazione, organizzazione e realizzazione eventi e mostre per gli eventi culturali organizzati, realizzazione, servizio e vendita di materiale editoriale e oggettistica, biglietteria e controllo accessi ascensori panoramici e servizio di caffetteria». La scadenza era il 4 aprile, ma le quattro società ricorrenti, rappresentate dal legale Marcello Cardi, hanno presentato il ricorso contro il ministero già a marzo. Per Cardi ci sono «clausole seriamente anticoncorrenziali, requisiti troppo elevati o non ben definiti». Tra questi la richiesta di aver svolto attività editoriali e di merchandising con un marchio unico e il requisito di aver raccolto sponsorizzazioni e fund raising per almeno 5 milioni di euro. Altro aspetto contestato, la richiesta di avere svolto servizi di progettazione e realizzazione di eventi culturali per almeno 10 pubbliche amministrazioni diverse, giudicata «un numero molto elevato».
Roma. Servizi al pubblico. Annullato bando per il Vittoriano
Il Tar del Lazio ha annullato un bando per l'appalto di servizi al pubblico del Complesso del Vittoriano. Le società Gelmar, Il cigno- Galileo Galilei edizioni di arte e scienza, D'Uva workshop e Prismi editrice politecnica Napoli hanno presentato un ricorso contro il ministero per i Beni e le Attività culturali. I giudici hanno accolto il ricorso e hanno accolto le ragioni del ministero. La gara era stata indetta per l'affidamento in concessione di servizi culturali e di marketing. Le società contestavano clausole anticoncorrenziali e requisiti troppo elevati. Il Tar ha annullato il bando e ha richiesto che le motivazioni siano spiegate nelle prossime udienze.
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