Ceramiche, monili, armi e i resti di un ippopotamo preistorico Da quando la Biblioteca è stata trasferita l'esposizione è chiusa Il sindaco: «Non ci siamo dimenticati. Ho già detto all'assessore di occuparsene» Thiene possiede un museo archeologico ma non lo sa. Oltre mille reperti, che testimoniano la presenza nel nostro territorio di centri abitati e attività a partire dal tardo neolitico, giacciono impolverati in una saletta chiusa a chiave al primo piano di Palazzo Cornaggia. Un vero peccato perché la ricca collezione di utensili, ceramiche, monili, armi ed i resti di un anthracotherium magnun, un piccolo ippopotamo vissuto nelle nostre zone nell' Oligogene, tra i 20 e i 30 milioni di anni fa, meriterebbe di essere ammirata e conosciuta dalla cittadinanza e, soprattutto, dagli studenti. A segnalare le condizioni in cui versa il piccolo museo cittadino è Pietro Paolin, portavoce del gruppo archeologico "Città di Thiene" che dal 2009 tenta invano di far riaprire la mostra collocata nella quattrocentesca villa Cornaggia. «L'esposizione è rimasta visibile fino a quando è stata ospi tata nella sede dell'ex biblioteca di via Maggio- spiega Paolin - ma poi, con il trasferimento dei servizi al Cornaggia, è stata dimenticata dal Comune. Ho proposto più volte alla passata Amministrazione di creare un vero e proprio museo archeologico all'interno dell'edificio storico, per dare la giusta rilevanza a questa collezione, iniziata nel 1962 dal Cai di Thiene. Ai pezzi recuperati dai soci durante le escursioni in montagna, si sono aggiunte poi le preziose donazioni private della famiglia Rando, del professore Mario Bassan e dei missionari comboniani, con reperti provenienti dall'Africa, dall'America e dalla Cina, che hanno reso la raccolta varia ed interessante. In realtà avremmo molti altri pezzi da catalogare ma è inutile sprecare soldi se poi nessuno può vederli. Ora mi sono rivolto al sindaco Casarotto per chiedergli di darci una mano a riaprire il museo e ad organizzare incontri didattici con le scuole di Thiene e dintorni, che potremmo affidare a studenti universitari o volontari dell'università adulti anziani. Speriamo ci dia ascolto». La richiesta di Paolin non è caduta nel vuoto, anche se alcune difficoltà tecniche ed economiche, rendono difficile la riapertura del museo archeologico nello stato in cui si trova ora «Non ci siamo dimenticati del museo- precisa il sindaco Gianni Casarotto - anzi nei mesi scorsi ho incaricato l'assessore Strillati di seguire questa pratica. Da quello che ho potuto capire, erano emersi dei problemi con la Sopraintendenza archeologica perché non è possibile aprire il museo senza prima effettuare degli interventi. In particolare, è necessario che l'allestimento, per essere autorizzato, risponda a precisi requisiti illustrativo-scientifici senza i quali il museo non può ottenere il via libera. Queste migliorie richiederebbero un investimento di circa 10mila euro, che non abbiamo ma che potremmo trovare attraverso degli sponsor. Al momento, la soluzione più veloce mi sembra quella di creare una mostra permanente e di allestirla negli spazi comuni della biblioteca».
THIENE - Quel museo che nessuno può visitare
Il museo archeologico di Thiene, che ospita una collezione di reperti preistorici, è stato chiuso per diversi anni. Il portavoce del gruppo archeologico "Città di Thiene" ha denunciato le condizioni in cui versa il museo, che è stato trasferito nella villa Cornaggia dopo il trasferimento dei servizi della biblioteca. Il sindaco ha promesso di dare ascolto alla richiesta di riaprire il museo e di organizzare incontri didattici con le scuole locali. Tuttavia, la Sopraintendenza archeologica ha richiesto interventi per migliorare l'allestimento del museo, che richiederebbero un investimento di circa 10mila euro.
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