OTTAVI è uno che non spenderà un solo euro per il riscaldamento e il condizionamento di un palazzo di dodicimila metri quadri grazie ad un impianto di trigenerazione e ad un impianto geotermico che - a livello nazionale - sono un gioiello unico nel suo genere. Martedì ci sarà la riapertura al pubblico (una platea di 265mila pensionati, 42mila invalidi, per non parlare di cassa integrazione, mobilità, più 60mila pensionati Inpdap) dopo due giorni di chiusura di sportelli al pubblico (venerdì 19 e lunedì 22) necessari per il trasloco fisico delle pratiche e una spesa complessiva nell'ordine dei 16 milioni. Ma domani, alle 11, ci sarà l'inaugurazione vera e propria del nuovo palazzo, con l'intervento di Guido Abbadessa, presidente del consiglio d'indirizzo dell'Inps, cioè la "proprietà" dell'Istituto (aziende, lavoratori dipendenti e autonomi): un segnale nazionale molto chiaro, Abbadessa - dopo Mastrapasqua - è il massimo dirigente dell'Inps. Parliamo di soldi, direttore? «Volentieri, ne abbiamo risparmiati proprio tanti - spiega Fabrizio Ottavi - complessivamente, in tutta la Liguria, otto milioni, tra mancati sprechi sugli affitti, accorpamento di sedi, unificazione di Inps con Inpdap e Enpals. Per essere indipendenti dal punto di vista energetico siamo scesi a centocinquanta metri sottoterra con 29 sonde che scambiano calore con il terreno per produrre riscaldamento in inverno e raffreddamento d'estate». Proprio ieri dal palazzo di via Cadorna sono scomparse - per la prima volta da dieci anni - le orribili palizzate d'alluminio. E così è tornato ad essere visibile l'unico immobile progettato direttamente dall'architetto Marcello Piacentini (che disegnò negli anni Trenta l'intera piazza, ma costruì solo il palazzo dell'Inps, che avrebbe dovuto essere "il primo esempio del centro rappresentativo e burocratico di Genova" e restò l'unico). C'è stato, in tutto questo periodo, uno scambio continuo con i dirigenti della Sovrintendenza: le facciate semplici, le "evidenze plastiche realizzate mediante modanature in rilievo quali i marcapiani, i fregi, i riquadri alle finestre", il rivestimento in lastre di "pietra di Finale" rappresentano un pezzo unico che ha mantenuto tutte le proprie caratteristiche, pur con una rivoluzione tecnologica a sua volta unica. «Torniamo con un nuovo Istituto, unico soggetto per la Previdenza - spiega Ottavi - e sappiamo quanto la cittadinanza, e quella genovese in modo particolare, ha bisogno di noi: non solo pensioni ma, purtroppo, anche tanta cassa integrazione e tanta mobilità. Noi rispondiamo con una gran voglia di aprirci, di essere un palazzo trasparente: le scelte degli architetti, l'agorà come gli ascensori a vista, vogliono proprio dire questo, anche dal punto di vista architettonico. Abbiamo cercato di ridurre al minimo i fastidi dati da un trasloco enorme, abbiamo ripensato il palazzo proprio per essere più vicini agli utenti: quindi tanti sportelli dedicati, quindi la possibilità di ottenere informazioni tramite appuntamento, quindi un personale sempre più in grado di rispondere, con soddisfazione, alle domande degli utenti. Se posso aggiungere una nota di soddisfazione personale, mi piace raccontare l'idea del nostro sindacato interno di organizzare un Open Day, una giornata dove tutti possono vedere tutto. E' esattamente il nostro spirito».
GENOVA - Inps, dieci anni di solitudine ora Piazza della Vittoria rinasce
Il nuovo palazzo dell'Istituto per la Previdenza Sociale (Inps) di Genova è stato inaugurato martedì con la presenza di Guido Abbadessa, presidente del consiglio d'indirizzo dell'Inps. L'edificio, progettato dall'architetto Marcello Piacentini, è stato realizzato con un impianto di trigenerazione e un impianto geotermico che consentono di produrre riscaldamento e raffreddamento senza utilizzare energia elettrica. Il palazzo ha 12.000 metri quadrati e ospita 265.000 pensionati, 42.000 invalidi e altri utenti. L'edificio è stato trasferito da un altro luogo dopo due giorni di chiusura dei sportelli al pubblico, con una spesa di 16 milioni di euro.
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