Savona - La giunta manda avanti il progetto del Crescent 2, per concedere ai costruttori (il gruppo Dellepiane) di realizzare in Darsena nuova edilizia residenziale in volumi che attualmente sono classificati come residence. In cambio di tale variazione d'uso, che permette un incremento elevatissimo di valore dell'edificio in fase di realizzazione, palazzo Sisto ha chiesto ai privati oneri di urbanizzazione per quasi due milioni di euro, oltre alla riduzione del 20 per cento delle volumetrie attualmente previste dal Puc. La seconda, contestata costruzione tra l'attuale Crescent e il mare sembra quindi essere più vicina: da una parte perché il master plan urbanistico già la prevede (ma con un vincolo a "residenza turistico alberghiera"). Dall'altra perché una tale consistente ricaduta pubblica potrebbe attrarre quei voti in bilico di alcuni alleati - Sel e Idv - che fino ad oggi hanno manifestato contrarietà al progetto di concedere la variazione di destinazione d'uso, proprio per la scarsa consistenza di quanto finora (nelle fasi precedenti della trattativa) è stato chiesto a Dellepiane. Più intransigenti sembrano invece essere Rc e Api, anche se l'offerta per la città, in questa seconda fase della trattativa con i costruttori, raddoppia. A inizio febbraio, quando è uscita la notizia dell'accordo preliminare tra il costruttore e l'assessore all'Urbanistica Livio Di Tullio, si parlava di una riduzione dei volumi del 20 per cento, come annunciato ieri. Ma gli oneri erano stati fissati a circa 800 mila euro: meno della metà di quelli che invece saranno pretesi con l'ultima bozza di accordo. Vediamo i contenuti di questo documento, che sicuramente susciterà dibattiti in maggioranza e sicure polemiche tra i banchi dell'opposizione: oltre al 20 per cento di riduzione delle volumetrie previste (17.500 metri cubi, di cui una parte destinate a uffici e servizi, un'altra ad uso abitativo) Di Tullio ha chiesto a Dellepiane di versare 600 mila euro vincolati alla manutenzione dell'edilizia popolare di Arte a Savona; 400 mila euro come contributo alla riqualificazione dell'ostello della gioventù del Priamar; e altri 500 mila euro per la ricostituzione dell'antico fossato della fortezza sul mare, secondo una progettazione concordata con la Soprintendenza. Oltre a ciò si aggiungono altri oneri per circa 2-300mila euro. Totale: 1,8 milioni, spicciolo più spicciolo meno. Nonostante la richiesta economica al privato sia di fatto raddoppiata, sembra che sia proprio questo il punto di quadratura per far convergere gli obiettivi del Gruppo Orsa 2000, che ha una gran fretta di aprire i cantieri, e quelli della giunta, che deve presentarsi in consiglio con ricadute pubbliche così elevate da far digerire alla sinistra radicale (o a parte di essa) tutto questo nuovo cemento in porto. Ieri in giunta è stato dato mandato agli uffici di predisporre una progettazione di massima dell'opera, per permettere a Regione e Soprintendenza di esprimere valutazioni in merito. La palazzina che è attualmente autorizzata nel Puc prevede 5 piani più il piano terra, così suddivisi: 2.838 metri quadrati la parte abitativa (quella che deve essere svincolata dalla classificazione "residence") e 2.946 metri quadrati con destinazione uffici e servizi. Facendo qualche calcolo a spanne, secondo le stime di mercato, il costo a metro quadrato per alloggi in quella posizione e con una piena vista sul mare e sulla fortezza, si aggira sui seimila euro (stando bassi). Moltiplicando questo coefficiente per la superficie abitabile (che verrebbe svincolata da residence a residenziale, per circa 40 alloggi di varia metratura) si otterrebbe con la vendita un guadagno di 16,8 milioni di euro. Sempre stando alle stime del mercato, un complesso vincolato a residence per la stessa metratura avrebbe un valore di 1000 euro a metro quadrato, quindi con un valore sul mercato di 2,8 milioni di euro. Oltre a ciò, è chiaro a tutti che con l'asfittica e stagnante situazione del mercato del mattone una residenza turistico alberghiera sarebbe molto più difficile da vendere rispetto a singoli alloggi, situati nella parte più pregevole della zona a mare della città.