Dai Quintili a Metella al via da domenica archeo-trekking guidati. L'Appia Antica, grandiosa e dolente «signora» millenaria, si racconta. E lo fa a modo suo, svelando lungo i basoli appena restaurati - miglio per miglio da percorrere rigorosamente a piedi - il suo museo a cielo aperto, popolato di monumenti funerari, ville, chiese, castelli, sepolcri, torri e mausolei, ciascuno con le sue storie secolari. Insomma, la Regina Viarum, come la definì il poeta Stazio nel I secolo d.C., salita di recente all'onore delle cronache per episodi di vandalismo e abusi edilizi, si prende la sua dignitosa rivincita. Da domenica, in quel 21 aprile che coincide con il Natale di Roma, ritorna alla sua terza edizione la rassegna «Appiappiedi» promossa dalla Soprintendenza ai beni archeologici di Roma e organizzata dalla società CoopCulture. A partire dalle ore 10:30, il pubblico può partecipare ad un trekking archeologico guidato da operatori didattici esperti, della durata di circa due ore e mezza, che dalla Villa dei Quintili arriva fino al mausoleo di Cecilia Metella, per concludere la passeggiata alla Villa di Capo di Bove, dove, a scelta, si può pranzare con un «cestino» speciale dedicato ai prodotti tipici dell'agro romano, con tanto di degustazioni enogastronomiche e caffè. Strada facendo, si risale l'Appia Antica per due miglia. Un'occasione per rivivere l'arteria stradale più importante di Roma come facevano gli illustri protagonisti del Grand Tour settecentesco, da Goethe a Piranesi. Un appuntamento che si ripete ogni domenica di aprile e maggio, compresi i giorni festivi (25 aprile, 1 maggio, 2 giugno), per poi riprendere dal 15 settembre fino al 20 ottobre. «La novità di questa edizione è che per la prima volta, finalmente, il pubblico potrà camminate sul tracciato dell'Appia Antica completamente restaurato - racconta la direttrice dell'Appia Rita Paris - Anche l'ultimo lotto di lavori sull'antico basolato del IV Miglio è terminato, e la strada ha recuperato il suo aspetto originario». IL PERCORSO: si parte dalla Villa dei Quintili (via Appia Nuova 1062), la residenza dei fratelli consoli vittime dell'imperatore Commodo che li fece trucidare per impossessarsi della loro meraviglia architettonica, al centro oggi di indagini da parte degli archeologi che potrebbero interpretare la nuova ala della residenza come un teatro. L'affaccio dalla «Cisterna Piranesi» (così chiamata perché fu immortalata dal famoso artista) regala la tenuta di Santa Maria Nova, cantiere prossimo alla conclusione del primo restauro che ne farà il nuovo grande centro di accoglienza dell'Appia. Dal ninfeo fortificato si esce - solo per questa occasione - al V Miglio, al cospetto dei leggendari Tumuli degli Orazi e Curiazi, che si ergono nella celebre curvatura del rettifilo dell'Appia. Si costeggia la torre a piramide avvolta ancora oggi dal mistero, forse la tomba dei Quintili, e si segue la strada verso Roma accarezzando i vari monumenti, che nell'800 erano stati studiati dal famoso archeologo Luigi Canina. Si arriva al mausoleo di Cecilia Metella nel cuore del Castrum Caetani, antica dogana del medio evo. E per l'occasione aprirà anche la chiesa di San Nicola unico esempio di gotico cistercense di Roma. Epilogo, Capo di Bove, sede dell'Archivio Cederna, una delle ultime acquisizioni della soprintendenza, dove è stato riportato alla luce l'impianto termale di un'antica villa romana (biglietto integrato di 7 euro, visita guidata 8 euro, cestino a piacere 7,50, su prenotazione allo 0639967700). Laura Larcan