Dialogo serratissimo tra Napoli e Roma per decidere del futuro di Bagnoli. Il sequestro dell'ex area industriale disposto dalla magistratura ha riaperto la pagina mai finita delle bonifiche e posto un nuovo stop alla ricostruzione di Città della Scienza. «Alla luce dei recenti sviluppi, va completamente rivista la strategia sull'area occidentale», commenta il vicesindaco Tommaso Sodano, ieri presente, assieme all'assessore all'Urbanistica, Luigi De Falco, nelle commissioni congiunte Urbanistica e Ambiente. Martedì prossimo, il comitato istituito dal decreto interministeriale si riunirà per una prima valutazione tecnica su costi, tempi e problematiche connesse alla ricostruzione. Re le ipotesi al vaglio: la ricostruzione del museo all'interno del sito attuale, che richiederebbe una variante al Prg; il trasferimento all'interno dell'ex Acciaieria dell'Italsider, attualmente sottoposta a sequestro giudiziario; lo spostamento sulla striscia di costa che va dalla colmata all'istmo di Nisida e comprende i lotti 3 e 4, destinati dal Prg e dal Pua all'edificazione. Intanto, sulla vicenda della bonifica, Sodano, che lunedì ha sentito telefonicamente il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, chiede al Governo di fare chiarezza: «Dobbiamo conoscere esattamente a quanto ammontano le risorse disponibili dopo i tagli perpetrati dal Ministero del Tesoro. La messa in sicurezza dell'area, con la rimozione della colmata e la bonifica dei fondali, è diventata una priorità non più rinviabile. Per Bagnoli serve una regia nazionale, un tavolo a cui partecipino i Ministeri dell'Ambiente e del Tesoro, accanto alle istituzioni locali». I tempi sono strettissimi. L'idea di portare il museo nell'Acciaieria, fino ad un mese fa la più gettonata a Palazzo San Giacomo, ha subito, dopo gli ultimi avvenimenti, una dura battuta d'arresto. «Considerando il sequestro - riprende Sodano - non pare certo la soluzione più rapida caldeggiata dal decreto interministeriale». Imprescindibile, quindi, sarà, su questo punto, il confronto con gli organi giudiziari. A sostegno della delocalizzazione si schiera, con convinzione, Luigi De Falco, per il quale il punto fermo per il riassetto dell'area resta «lo sgombero della linea di costa, compresi l'Istituto Alberghiero, le scuole della Provincia, il nucleo abitato e le case sparse, nonché la colmata ed il pontile». Al loro posto, infatti, la giunta prevede di realizzare la spiaggia pubblica, compresa tra la strada ed il mare. «Ma sulla vicenda sarà indispensabile il parere del Ministero dei Beni Culturali», chiosa De Falco. «Per Città della Scienza, sia il Prg che l'accordo di programma del '97 - sottolinea l'assessore all'Urbanistica - prevedono lo spostamento dei manufatti, una volta ammortizzati i costi di costruzione». C'è poi il problema di come intervenire. «I danni agli edifici - spiega De Falco - superano il 50 della cubatura. Quindi, secondo la norma, non è possibile procedere con un semplice restauro e con la Dia, ma occorrerebbe, in ogni caso, una nuova costruzione, previa variante al Prg». «Con la delocalizzazione - conclude l'assessore -, la Fondazione Idis perderebbe un fabbricato, ma resterebbe titolare della sua quota di proprietà all'interno del nuovo disegno». Sembra, invece, destinata definitivamente ad altro uso l'area dell'ex Base Nato di Bagnoli. Il Comune ha partecipato all'avviso pubblico bandito dal Banco Di Napoli, proponendo di insediarvi un polo scolastico e culturale. Al'interno del Collegio Ciano dovrebbero trovare ospitalità, infatti, l'Alberghiero e le scuole della Provincia in fitto passivo, ma anche studentati e teatri. Un tavolo interassessorile è già stato messo in piedi. Ma l'ipotesi dovrà conciliarsi con le mire della Regione, che vorrebbe trasferirvi parte degli uffici del Centro Direzionale. Intanto, il musicologo Massimo Fargnoli ha presentato ieri a Città della Scienza il masterplan "Bagnoli presente": l'ex area industriale viene trasformata in un tempio della cultura. II terribile rogo che ha devastato Città della Scienza.