Il Campanile di San Marco si libererà presto del cinturone in titanio e del cantiere che lo circonda. Il "paron de casa" è guarito dai malanni dell'età e ogni possibile rischio di crollo è scongiurato. Dopo cinque anni di lavori, con l'uso di barre di titanio a formare una cintura sotterranea per bloccare i cedimenti, per la festa del patrono del 25 aprile, Venezia "ritrova" quindi il suo simbolo. La chiusura dei lavori sarà suggellata da un incontro e un sopralluogo al campanile il 23 aprile, con il magistrato alle acque di Venezia Ciriaco D'Alessio che consegnerà a Giorgio Orsoni, primo procuratore di San Marco, oltre che sindaco, l'edificio messo in sicurezza e la Piazza liberata dal cantiere. A far scattare la macchina degli interventi per il consolidamento del "paron de casa", con l'utilizzo delle più moderne tecnologie, la scoperta sul basamento di fondazione dell'edificio c'erano delle fratture e dei cedimenti che avevano provocato una inclinazione. Le misurazioni più recenti hanno rilevato un fuori piombo di 7 centimetri tra la sommità e la base del campanile. «L'intervento - spiega sul piano tecnico il Magistrato alle Acque, che ha affidato i lavori in questi anni al Consorzio Venezia Nuova - che ha riguardato il rinforzo del masso di fondazione mediante "cerchiatura" con barre dinamometriche in titanio, si era reso improrogabile per bloccare i cedimenti differenziali, in atto da tempo e a lungo monitorati, che ne avrebbero altrimenti compromesso la stabilità». La scelta di barre in titanio per realizzare la cintura di sicurezza a due livelli del basamento, secondo gli esperti, è legata al fatto che assicurano «il minimo disturbo al terreno di fondazione e la massima durabilità in rapporto all'ambiente altamente corrosivo in cui si opera, soprattutto per la presenza di acqua salmastra». Questioni tecniche che il 25 aprile, in occasione del patrono e della "festa del bacolo", verranno spiegate in forma più semplice con un volantino, con una panoramica di immagini dal 1902 ad oggi, distribuito in migliaia di copie in Piazza san Marco.