PADOVA Anna Maria Spiazzi, 67enne di Mogliano Veneto, già Soprintendente per i Beni Storici e Artistici per le province di Venezia, Padova, Treviso e Belluno, rischia il processo con l'accusa di aver violato quattro articoli del codice in materia di conservazione dei beni culturali e del paesaggio per aver spostato da Padova e «abbandonato» a Treviso una cinquantina di frammenti di affreschi attribuiti tra gli altri a Guariento, Mantegna, Vivarini d'Alemagna, Maestro della Cappella Angelorum, tutti di proprietà della chiesa degli Eremitani. Secondo l'accusa sostenuta dal pubblico ministero Benedetto Roberti, che ha chiesto il processo per l'ex sopraintendente ora in pensione, la dottoressa Spiazzi - chiamata nel 2010 dal ministro della Cultura Sandro Bondi a ricoprire l'interim per il Polo di Venezia - in barba al codice sui beni culturali avrebbe deciso di suo pugno di spostare dagli Eremitani le casse di frammenti di affreschi caduti con i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e conservati nel seminterrato della chiesa padovana. Gli affreschi erano stati portati al Museo Civico di Santa Caterina, a Treviso, per restaurali e quindi esporli al pubblico durante una mostra. Ma una volta rimessi a nuovo (solo una parte, secondo l'accusa) quei frammenti non hanno mai fatto ritorno a casa e tutt'ora si trovano nel Museo Civico di Treviso, sotto sequestro del pm Roberti. Secondo cui il comportamento dell'ex Soprintendente avrebbe destinato i beni ad un uso «incompatibile» con il loro carattere storico e artistico e li avrebbe messi in serio pericolo per quanto riguarda la loro conservazione.