Via libera da Ance, Confcommercio e Coldiretti Il Pd: «Più coraggio, a zero il consumo del suolo» VVENEZIA Uno pensa: il nuovo Piano regionale di coordinamento (Ptrc) scoraggia e renderà più difficile l'edificazione sul territorio, quindi i costruttori di professione saranno arrabbiati e fieramente contrari. Invece no, è vero esattamente il contrario. Luigi Schiavo, presidente dei costruttori veneti aderenti all'Ance, gioca in apertura la carta a sorpresa: «La filosofia del Ptrc risponde alla nostra idea di sviluppo urbanistico: in campagna solo ristrutturazioni, in città si costruisca in verticale». D'accordo, la filosofia corrisponde. Ma la pratica? Su questo versante, l'approccio dei costruttori è decisamente più dialettico. Quasi critico, nella sostanza: se l'indicazione è di operare sul patrimonio già esistente, per non consumare altro territorio, allora - fanno notare i costruttori - devono essere eliminati gli ostacoli burocratici che allontanano l'obiettivo. Spiega Schiavo: «Oggi gli interventi edilizi nelle aree urbane, che il Ptrc vorrebbe incentivare, risultano molti difficoltosi per l'alta densità dei passaggi e delle autorizzazioni richieste. In concreto - suggerisce il presidente di Ance Veneto - occorrono norme che facilitino la demolizione e ricostruzione dei vecchi edifici, e che agevolino il cambio di destinazione d'uso di tutte quelle aree produttive, ora dismesse, che erano cresciute all'interno delle nostre città». In Regione, per la cronaca, è attivo un tavolo di concertazione che sta elaborando una nuova proposta di legge, voluta espressamente dal governatore Luca Zaia, che detterà le regole per contenere il consumo di territorio. Tavolo al quale partecipano anche i costruttori di Ance. Ma, su questo versante, l'opposizione Pd in consiglio regionale vorrebbe maggiore decisione dall'amministrazione Zaia: «L'opera del vicepresidente Marino Zorzato per l'aggiornamento del Ptrc - sostengono i consiglieri Graziano Azzalin e Bruno Pigozzo - nella direzione di una maggiore semplificazione e di un rafforzamento dei vincoli, è sicuramente meritoria. Ma è un piccolo passo su una strada che vede il Veneto in forte ritardo. Siamo ancora sul piano delle buone intenzioni. E bisogna avere il coraggio di seguire la strada fino in fondo e dire: non meno consumo di suolo, ma zero consumo». Certo, non si può nascondere che a questo nuovo corso più conservativo ha dato una spinta determinante anche la recessione economica. «Ci è voluta una crisi così - conferma Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto - ma noi lo diciamo da anni: era evidente che si stava andando verso la compromissione paesaggistica (e non solo) di una delle più belle regioni d'Italia. Quindi, ben vanga lo stop al cemento annunciato dal Ptrc. Negli ultimi decenni - si toglie una piccola soddisfazione Zanon - abbiamo assistito nel Veneto a uno sviluppo sfrenato che ora rivela tutte le sue fragilità. Non era quello che volevamo, l'abbiamo detto e siamo stati accusati di opporre a quel modello allarmi e preoccupazioni legati a una difesa di corporazione. Non era così e i fatti ci stanno dando ragione». L'approccio del Ptrc piace, per una volta, anche gli agricoltori. Si compiace la Coldiretti: «Un Ptrc che afferma la centralità del territorio agricolo è una conquista straordinaria per una regione, come il Veneto, che in termini di perdita di terreno fertile ha consegnato nell'ultimo decennio una superficie pari a 41mila ettari all'edificazione o all'abbandono». Non si preoccupi dunque il vicegovernatore Zorzato, che ieri aveva scherzato: «Se avessi presentato un Piano così prima della crisi, mi sarebbero venuti a prendere a casa». Battuta per battuta, Schiavo dell'Ance rilancia così: «Se i provvedimenti di semplificazione verranno adottati in tempi ragionevoli, andremo a prenderlo sotto casa in Rolls Royce».