Staccati (e ritrovati) pezzi del colletto Fu un medico celebre e uno scienziato ancora oggi ricordato per le sue scoperte, fra cui quella della trasmissione della malaria attraverso le zanzare e non, come si pensava ai suoi tempi, nel Seicento, a causa degli «umori» del corpo. Ma tanta scienza non ha salvato il busto del romano Giovanni Maria Lancisi al Pincio dall'ennesimo sfregio. La statua si trova su viale Valadier e i vandali ne hanno danneggiato la parte che corrisponde al grande colletto dell'abito, lasciando intatto il volto con l'acconciatura a pesanti riccioli dell'epoca. Ad accorgersi del danno sono stati gli agenti di polizia a cavallo che pattugliano Villa Borghese. I pezzi mancanti sono stati ritrovati a terra, ai piedi del busto. Gli agenti li hanno consegnati ai restauratori che ci lavoreranno nei prossimi giorni. Vandalizzare i busti del Pincio è una triste consuetudine cittadina: il primo di cui si ha notizia ufficiale risale addirittura al 1863, ovvero 12 anni dopo la decisione dell'allora papa Pio IX di sistemare al Pincio i ritratti marmorei di italiani celebri fatti scolpire dal Triumvirato della Repubblica romana, dal 1849. Per realizzarli era stato stanziate 10 mila lire, ma gli sconvolgimenti politici dell'epoca fecero finire le statue nei magazzini del Campidoglio. Nel tempo il numero dei busti è aumentato fino a 229, ma molti di quelli che i visitatori vedono sono copie, realizzate proprio per proteggere gli originali dai vandali. Che nelle ultime settimane sembrano infierire sulle statue cittadine. Pochi giorni fa, il 5 aprile, hanno attaccato quella dell'Abate Luigi in piazza Vidoni: gli hanno mozzato il calco della testa, realizzato negli anni '70 sulla base della copia conservata nel Museo di Roma in Trastevere. L'Abate, una «statua parlante» come Pasquino, e il Facchino, è in realtà una scultura romana (vandalizzata più volte nel tempo) ritrovata sotto palazzo Vidoni, dove un tempo sorgeva il Teatro di Pompeo. Tre giorni dopo, l'8 aprile è toccato alla Dea Roma, nella fontana di piazza del Popolo. Mentre a novembre 2012 un folle ha danneggiato la balaustra berniniana di S. Francesca Roma, ai Fori.