Il sindaco di Firenze: «Qualcuno fomenta un clima inaccettabile Porterò gli atti alle autorità competenti» Basta con i veleni che ogni giorno alimentano polemiche sul caso del parcheggio interrato alla Fortezza da Basso. «Qualcuno continua a fomentare un clima inaccettabile» sbotta Leonardo Domenici ed annuncia: «Comunicherò alle autorità competenti tutti i fatti e gli atti relativo alla costruzione del parcheggio perché possano essere valutati». Per tutta la giornata di ieri gli uffici legali del Comune hanno lavorato per preparare il dossier da trasmettere a chi dovrà accertare se ci sono stati vizi o responsabilità di qualsiasi tipo degli uffici comunali che hanno autorizzato il progetto di finanza. Ma chi è che dovrà farlo? È molto probabile che tutto l'incartamento sia inviato alla sezione toscana della Corte dei Conti, visto che i comitati e le opposizioni di Palazzo Vecchio, continuano a puntare l'indice su presunte responsabilità erariali del Comune per l'indennizzo di quasi due milioni di euro al consorzio Firenze Mobilità per lo stop ai lavori deciso a giugno dalla soprintendenza, che portò ad una riduzione del 12 della volumetria causando un costo maggiore per le imprese con minori ricavi mensili. Ma è tutta la partita degli indennizzi ad essere ancora aperta. Il Comune infatti potrebbe gettare nella mischia contrattuale "quel fatto nuovo" giunto con le modifiche apportate al progetto concordato dall'amministrazione con i privati, con i sì dei soprintendenti Lolli Ghetti, Valentino e Grifoni, dopo che Paolucci ha deciso di coinvolgere il comitato di settore. Insomma tutto è ancora da decifrare. Ecco perché, come aveva auspicato Biagi, prima di parlare di cifre sarebbe stato opportuno attendere il progetto di modifica definitivo alla luce delle indicazioni del ministero. «Si fanno affermazioni gravi, si parla di irregolarità e di scarsa trasparenza, si mette in dubbio la correttezza degli atti e delle persone» commenta il sindaco Domenici riferendosi alle polemiche sollevate in particolare da alcuni comitati ed associazioni. «Nessun danno - aveva precisato l'assessore Biagi - ma maggiori costi, per poter avere un'opera strategica e capace di soddisfare le nuove esigenze di qualità che emergono dalla città. Ed alle quali l'amministrazione ha scelto, in piena autonomia, di dare ascolto». Chi non è dello stesso avviso sono i comitati, le associazioni ambientaliste e la lista Unaltracittà, che proprio ieri hanno fatto un appello insieme a Rifondazione «per la trasparenza e l'accertamento delle responsabilità nella vicenda della Fortezza da Basso». Secondo Mario Bencivenni dei Comitati cittadini sarebbero da rivedere anche «i costi aggiuntivi del sottopasso di viale Strozzi». Insomma vogliono più chiarezza. Proprio come Domenici. «Basta - aggiunge ancora il sindaco - sono sempre stato il primo a voler far luce su questa vicenda ed ho sempre agito per garantire la massima tutela della città». Ecco perché il sindaco si riserva di seguire altre strade e non solo politiche. La presidente del comitato di settore Bonfanti: «Non capisco perché si continui a parlare di irregolarità» «Sul parcheggio della Fortezza non c'è stata nessuna illegittimità e tanto meno illegalità» aveva detto lunedì scorso in consiglio comunale l'assessore all'urbanistica Gianni Biagi. «Non è affatto vero - aveva controbattuto in una conferenza stampa la consigliera di Unaltracittà Ornella De Zordo - e la conferma arriva dal ministero dei Beni culturali, risultano esserci state irregolarità che si sommano a scelte incompatibili con la legislazione vigente». È davvero così? Per la presidente del comitato di settore Marisa Bonfanti e quindi per il ministero di Giuliano Urbani «non c'è nessuna irregolarità». Come dire che la polemica sul parcheggio interrato deve essere sgombra da fantasmi su presunte violazioni di legge. «Questa consigliera comunale quando parla di presunte irregolarità avrà specificato come e dove si sono verificate?» si chiede la pro-fessoressa Bonfanti. «Non riesco a comprendere, mi piacerebbe capire a che cosa fanno riferimento» aggiunge la funzionaria ministeriale. «Se tutto fosse in regola perché eliminare dal progetto la galleria commerciale, perché ridurre uffici e magazzini? Vogliamo chiarezza» aveva sollecitato la De Zordo in compagnia di Monica Sgherri (capogruppo di Rifondazione a Palazzo Vecchio) e i comitati ambientalisti «vogliamo chiarezza e facciamo un appello alla città perché faccia pressioni su giunta e consiglio comunale». Professoressa Bonfanti lei ribadisce che da parte vostra non sono state riscontrate irregolarità nella parte procedurale del progetto? «Lo abbiamo anche scritto nel nostro parere, che per noi tutto è in linea con la normativa vigente. Il nostro ufficio ha ovviamente fatto un discorso che riguarda la tutela: avendo tenuto conto della storia del manufatto e delle modificazioni sopravvenute nel tempo, abbiamo esaminato la compatibilità fra il contesto e la nuova struttura. È stato questo il tema del nostro lavoro. Devo precisare che dalla discussione non è emerso nessun elemento, che possa rimandare a qualche rilievo di legittimità o di irregolarità nei confronti dell'amministrazione comunale. Ecco perché non riesco a capire da dove queste persone possano avere tratto questo spunto, perché dalla lettura del testo, mi pare, che non emerga tutto questo. Poi è chiaro: quando si parla di compatibilità si fanno anche analisi di opportunità». Si riferisce all'esigenza di tutelare i monumenti? In questo caso la Fortezza da Basso. «Proprio così. Perché è la norma, che dice come deve essere preservato il decoro o la visuale di un monumento, in questi casi non è che ci sono delle misure fisse sulle distanze da mantenere, sono tutte valutazioni che vengono fatte. Quindi mi pare che ci sia stata un po' di confusione, perché la nostra valu-tazione in generale è relativa ad un'opportunità, non tanto su presunte irregolarità o illegittimità». Lei fa riferimento all'opportunità di realizzare quei manufatti a ridosso delle mura del Sangallo. «Eh sì, tanto è vero, che abbiamo detto: che per salvaguardarne la visuale e la tutela del monumento, è opportuno che gli edifici non siano troppo addossati alle mura. Questo è un giudizio di opportunità, non è che abbiamo rilevato irregolarità, questa è una differenza da non trascurare». o.sab.
FIRENZE : Sul parcheggio alla Fortezza basta con i veleni
Il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, ha affermato che qualcuno sta fomentando un clima inaccettabile riguardo al parcheggio interrato alla Fortezza da Basso e ha annunciato di portare gli atti alle autorità competenti. Il Comune ha preparato un dossier per valutare se ci sono stati vizi o responsabilità di qualsiasi tipo degli uffici comunali che hanno autorizzato il progetto di finanza. Il sindaco ha anche affermato che il Comune potrebbe gettare nella mischia contrattuale un nuovo "fatto" che è stato aggiunto al progetto con le modifiche apportate dall'amministrazione con i privati.
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