Modica. Dopo i villaggi turistici Baia Samuele e Marsa Siclà a Scicli, al centro di un'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Modica e approdata alla Procura distrettuale antimafia per presunto traffico illecito di rifiuti - in particolare reflui fognari -, ora anche il villaggio Marispica, sul litorale ibleo, entra nel mirino ambientale dei carabinieri della Compagnia di Modica e degli uomini della Capitaneria di Porto di Pozzallo. Si tratterebbe di accertamenti analoghi a quelli effettuati per le due strutture turistiche dello Sciclitano che, nello scorso mese di gennaio, a conclusione delle indagini, furono sottoposte a sequestro preventivo per presunto traffico illecito di rifiuti. In quell'occasione furono sequestrati anche i mezzi nella disponibilità della ditta di trasporto rifiuti "Buscema G. C. Servizi Ambientali" di Modica, mezzi che successivamente furono dissequestrati dal Tribunale del Riesame di Catania. L'inchiesta avviata la scorsa estate dalla Procura della Repubblica di Modica a seguito di un esposto presentato dal Comune e di una serie di segnalazioni dei cittadini sulla presenza, in acqua, di chiazze bruno-giallastre pare, quindi, che stia proseguendo con questo nuovo meticoloso controllo. Malgrado gli inquirenti mantengano il massimo riserbo sull'inchiesta, l'attenzione dei militari dell'Arma della Compagnia di Modica e della Guardia costiera di Pozzallo sarebbe rivolta a verificare la corretta gestione dei rifiuti prodotti dalla struttura turistica e la successiva immissione degli stessi nella condotta fognaria comunale. La struttura, per legge, dovrebbe essere dotata di un proprio impianto di depurazione e i reflui prodotti dovrebbero essere convogliati nella rete fognaria soltanto dopo un primo trattamento. Anche l'acqua delle piscine, che contiene prodotti chimici - dal cloro all'antialghe e altre sostanze -, andrebbe pretrattata prima di essere convogliata nella rete fognaria. I controlli effettuati da carabinieri e Capitaneria di porto nella struttura turistica dell'Ispicese sarebbero stati indirizzati, quindi, a verificare la presenza di questo impianto di depurazione del villaggio e del collegamento alla rete fognaria comunale, che deve risultare innanzitutto dalle carte e poi, ovviamente, nella realtà. Pare che gli inquirenti abbiano pure setacciato l'intero perimetro della struttura alla ricerca di eventuali tombini o pozzetti per verificarne la legalità. L'inchiesta sui villaggi Baia Samuele e Marsa Siclà ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 15 persone da parte della Procura distrettuale Antimafia di Catania per possibile traffico illecito di rifiuti, in special modo reflui fognari, che sarebbero prodotti dalle due strutture turistiche. Una decina sono gli indagati dalla Procura della Repubblica di Modica che, tra i reati, contesta l'omissione di atti di ufficio legati allo smaltimento abusivo di ingenti quantità di rifiuti nella gestione dei due villaggi. Valentina Raffa 16042013