La battaglia è solo all'inizio: per la difesa di Villa Borghese Italia Nostra sceglie la linea dura. Il primo passo contro il concorso ippico a piazza di Siena è una diffida al ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi. La richiesta è netta: non autorizzare le opere previste per la manifestazione e garantire la tutela della villa storica, bene vincolato. Sotto accusa, oltre alle molteplici concessioni gratuite richieste dalla Infront Italy (la società che cura l'allestimento per la Federazione italiana sport equestri), l'impatto delle strutture sul verde da poco ripristinato: «L'assessorato all'Ambiente ricorda Vanna Mannucci, vicepresidente di Italia Nostra Roma ha speso oltre un milione di euro per riqualificare l'area e ripiantare le siepi lungo viale dei Pupazzi, piazza dei Cavalli Marini e via della Casina di Raffaello». L'associazione ambientalista teme che il lavoro l'ultimo tassello sono i nuovi 20 cipressi tra piazza di Siena e viale della Pineta sarà azzerato dal concorso, «con sperpero di denaro pubblico». «Sul lato della Casina dell'Orologio e della Casina di Raffaello denuncia Mannucci saranno montati 28 palchi coperti per un totale di circa 1.000 posti». A destare preoccupazione è anche il «numero imprecisato di stand di 6 metri per 6 per gli sponsor: «Distruggeranno un'altra volta le siepi di alloro e di bosso. All'ultimo incontro con la Fise rivela Mannucci ho sentito la proposta assurda di travasarle e rimetterle a dimora alla fine della manifestazione». In attesa della prossima conferenza dei servizi, Italia Nostra è pronta a tutto: «Se il ministro non ci ascolterà, sporgeremo denuncia. In questi termini, l'evento non è più sostenibile». Ma il sovrintendente capitolino ai Beni culturali, Umberto Broccoli, rassicura: «Il concorso ippico è storico, non si discute. Con gli organizzatori, però, saremo altrettanto ferrei: le regole vanno rispettate».